Cambio euro dollaro: comportamento ribassista prolungato, vicino ai minimi di tre mesi.

Il cambio euro dollaro sembra aver accelerato negli ultimi mesi il trend ribassista, dopo il massimo di agosto in area 1.135. In attesa del discorso di Draghi di giovedì, si può provare a dare un’interpretazione di quello che può accadere nelle prossime ore.

Cambio euro-dollaroDal grafico del cambio euro-dollaro si può vedere come il movimento ribassista si sia accentuato nelle ultime sedute e abbia portato il rapporto tra euro e biglietto verde sotto quota 1.10.

Gli scenari possibili per il cambio euro dollaro a questo punto possono essere orientati ad un rimbalzo che proietterebbe il cambio verso 1.1075 per poi scendere di nuovo formando un pull-back sul supporto dinamico che ora è diventato resistenza.

Altresì la spinta rialzista può essere più forte tale da rompere la resistenza dinamica evidenziata e spingere il cambio a ridosso degli 1.1100/1.1125. Quest’ultima ipotesi cambierebbe un po’ tutto e potrebbe almeno nel breve periodo invertire il trend in atto.

Cambio euro-dollaro in ribasso: spunti operativi

Un modo per poter “tradare” questa situazione attraverso lo strumento delle opzioni è un credit spread.
In particolare, a mio modo di vedere, mi sento più orientato ad assecondare il movimento al ribasso, dunque la strategia da porre in essere è un bear call spread.

Il sottostante scelto è il future EUR e la scadenza è quella di gennaio. Quando ci si muove con le opzioni, specie nei credit spread, è bene tenersi abbastanza distanti con la scadenza in modo tale da vendere un livello piuttosto lontano in cui probabilmente il sottostante non arriverà.

La scelta dello strike da vendere è 1.15 e ci si copre con la 1.17, in questo modo si va a incassare circa 250 dollari con un margine di circa 760, anche se il rischio massimo potenziale è dato dalla differenza degli strike meno il premio incassato per il moltiplicatore che è pari a 125000 dollari (in questo caso 2250 di massima perdita). Il livello del margine dipende poi anche dal broker e dalla volatilità che il sottostante esibirà.

Si chiude il trade in guadagno normalmente quando si raggiunge un 50-60% del premio incassato, in caso contrario si può decidere di aggiustare la strategia oppure chiuderla in perdita ma questo dipenderà molto da come si evolve la situazione.

Ovviamente non si porta mai a casa la massima perdita potenziale in quanto sarà opportuno monitorare i livelli di prezzo e la rottura di importanti resistenze deve spingere ad abbandonare il trade.