Etf: breve panoramica e caratteristiche

Mancano pochi giorni ormai alla chiusura dell’anno e come di consueto è tempo di bilanci, l’analisi di oggi è mirata ad osservare come si sono comportati i maggiori etf trattati sul mercato.

Ricordiamo che tali strumenti, a mio avviso molto utili e versatili, sono dei fondi a gestione passiva il cui scopo è quello di replicare l’andamento di un determinato sottostante che può essere un indice azionario, una materia prima, una valuta, o un paniere di azioni appartenenti ad un determinato settore. Senza dubbio tra i più conosciuti troviamo Spy, ovvero l’etf sull’indice azionario americano S&P500, QQQ (Nasdaq), Iwm etf sull’indice Russel 2000 cioè del mercato americano a media capitalizzazione, Dia che replica l’indice Dow Jones, Gld etf sull’oro, Uso etf sul petrolio, mentre per il mercato valutario si può trovare Fxe che replica il cambio euro dollaro, Vxx etf sull’indice di volatilità Vix, Eem l’etf che replica l’andamento dell’indice relativo ai mercati emergenti, Ewz che replica il mercato brasiliano, e molti altri.

Ce ne sarebbero appunto ancora ma in questo breve passaggio mi sono concentrato su questi, a mio avviso i più importanti e soprattutto liquidissimi. Infatti ciò che caratterizza tali strumenti è l’elevata liquidità intesa in termini di volumi scambiati dagli operatori sul mercato, il che li rende ottimi per il trading in opzioni o combinando etf e opzioni.

Analisi etf: rendimenti e prospettive future

Passiamo ora all’analisi di Spy notando come negli ultimi periodi si sia mosso, seppur lentamente, in costante crescita andando a frantumare record su record. La continua crescita dell’economia statunitense unita ad un “apparente” entusiasmo dopo la nomina di Trump a presidente degli Stati Uniti, ha ulteriormente spinto l’indice verso l’alto il quale non sembra intimorirsi nemmeno dopo il rialzo dei tassi d’interesse ad opera della Fed.

Da inizio gennaio Spy ha messo a segno un 19%, segno di un clima di fiducia da parte degli analisti che trova conferma nelle quotazioni. Il grafico piuttosto lineare è caratterizzato da 2 bruschi aumenti di volatilità, il primo verso fine giugno in occasione del referendum sulla Brexit che ha scatenato i timori degli operatori preoccupati per l’esito dello stesso, tuttavia tali preoccupazioni sono rientrate e il mercato ha proseguito il suo cammino verso l’alto.

Il secondo scossone che ha caratterizzato l’indice S&P 500, di conseguenza il suo etf Spy, è avvenuto, come accennato poc’anzi, in corrispondenza della data di elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Anche qui la paura degli operatori è rientrata, addirittura il mercato americano ha recuperato durante la stessa seduta post elezione il -5% registrato dal future, chiudendo in territorio positivo le quotazioni. Il trend in atto per il momento rimane positivo, probabile un aumento di volatilità dovuto anche dalla presa di profitto per gli operatori con posizioni long.

Discorso analogo vale per Iwm, Dia e QQQ, i quali essendo anch’essi legati a mercati azionari americani presentano un elevato grado di correlazione positiva con Spy, dunque tendono grossomodo ad esibire lo stesso andamento.

Parlando di mercati azionari è opportuno fare un piccolo cenno all’indice Vix, ovvero l’indice della volatilità implicita del mercato azionario S&P 500, che notoriamente aumenta quando sale il nervosismo tra gli operatori mentre è basso in situazioni osservate in questo periodo e cioè con un mercato che cresce in maniera “tranquilla” senza intoppi. Il suo etf di riferimento è il Vxx.

Di seguito si riporta il grafico che evidenzia quello che si è detto, ovvero quotazioni molto basse 14,62, pertanto anche la lettura del Vix conferma lo stato di “buona salute” in questo momento dei mercati.

Per concludere quest’analisi di fine anno, volevo spendere due parole su un etf meno conosciuto ma altrettanto utile e versatile, ovvero Uso. Tale strumento replica l’andamento della materia prima regina nell’industria e del panorama geopolitico internazionale, vale a dire il petrolio. Essendo un etf è negoziabile alla stregua di un titolo azionario, ha un controvalore assolutamente modesto circa 1170 dollari attuali.

Al momento il sottostante è a ridosso di un’area di resistenza posta a 12 dollari, da inizio anno ha avuto un incremento delle quotazioni quasi del 20%, seppur con dei sali scendi da “brividi” tipico delle materie prime in generale. Molto importante sarà il test nei prossimi giorni dell’area suindicata, per vedere se Uso innescherà un rialzo alla rottura della resistenza o verrà respinto verso il basso, potrà influenzare in maniera significativa anche il taglio della produzione deciso dall’Opec  nella riunione di Vienna dello scorso 30 novembre.