Analisi del cambio euro dollaro dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre

Sono stati giorni concitati per il cambio euro dollaro in occasione del referendum di domenica scorsa, ma andiamo con ordine.

Sono ormai lontani i tempi in cui scambiava a 1,34 contro il biglietto verde, infatti a partire dal maggio 2014 si è assistito ad una discesa vertiginosa che ha portato lo stesso a ridosso della parità per poi lateralizzare tra 1,05 e 1,09 circa.

Molto interessante notare come nelle ultime tre occasioni elettorali, ovvero dopo il voto sul referendum della Brexit, l’elezione del Presidente Trump e la scelta in Italia tra si e no riguardo la modifica costituzionale, abbia mostrato un comportamento “schizofrenico” facendo sobbalzare letteralmente gli operatori di mercato.

Come si può osservare dal grafico infatti il nervosismo è riflesso nei “candeloni” giornalieri caratterizzati da forti shadow, sintomo di estrema incertezza che in qualche modo altera l’interpretazione dei grafici e si sconsiglia, almeno per chi opera multiday, di rimanere a mercato in tali occasioni.

Analizzando le ultime sedute, cosa ci dice il grafico?

La scelta del time frame è giornaliera, dunque ciascuna candela rappresenta una seduta di contrattazione e come si può evincere l’euro dollaro ha arrestato la sua discesa da qualche seduta e ha formato un nuovo supporto in area 1,053.

Cambio euro dollaro in fase laterale in fase di consolidamento: cosa aspettarsi per le prossime sedute?

Attualmente il cambio sembra consolidare la lateralità tentando di spingersi verso l’alto a 1,08, molto importante è stata la seduta post referendum dove la chiusura attorno a 1,075, dopo una importante fase di volatilità iniziale, ha evidenziato il tentativo di rimbalzo. Cosa aspettarsi dalle prossime sedute e come sfruttare tale situazione?

La rottura del livello 1,08 potrebbe indurre ad acquistare eur/usd attraverso il contratto spot con target price a 1,09/1,095, mentre la chiusura del cambio sotto il prezzo di apertura di lunedì 5 dicembre farebbe pensare ad un’ulteriore discesa.

Si può tradare tale situazione impiegando le opzioni. Il vantaggio che offrono, a differenza dei normali strumenti lineari, è che il trader può permettersi di non essere così preciso nella previsione del prezzo e portarsi ugualmente a casa un profitto.

Nello scenario poc’anzi delineato si può costruire un vertical spread con le put scegliendo la scadenza marzo 2017, in tal modo si va ad incassare un importo pari alla differenza tra lo strike venduto e quello acquistato.