Donald Trump, decisioni che fanno discutere

Trump sempre Trump e ancora Trump, vuoi o non vuoi c’è sempre lui a tenere banco sulla scena politica internazionale, con il suo modo di fare, i suoi proclami e le scelte politiche, che suscitano polemiche a non finire, insomma Donald Trump o si ama o si odia.

Il comportamento del quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti, ha assunto contorni fuori dagli schemi già durante la campagna elettorale, portata avanti a suon di slogan e di decisioni che vanno ben oltre quelli che dovrebbero essere gli standard consueti. Tra le idee più controverse e oggetto di critiche, ricordiamo le dichiarazioni contro l’Islam, la volontà di incentivare le tradizionali fonti di energia basate su combustibili fossili a discapito di quelle a salvaguardia dell’ambiente, la critica mossa dallo stesso nei confronti dell’Onu, definendo l’organizzazione come un ritrovo di persone che pensano solo a divertirsi e fare chiacchiere. Di recente Peter Navarro, capo del Consiglio della Camera di Commercio della Casa Bianca, ha fortemente espresso opinioni negative nei confronti dell’Unione Europea e in particolare verso la Germania, sostenendo che la stessa nazione tedesca abbia un vantaggio competitivo nei confronti dei competitors europei e che la moneta unica sia vantaggiosa solo per la Germania stessa.

L’ultimo provvedimento della neo amministrazione a stelle e strisce, che ha causato notevole indignazione tra l’opinione pubblica tra cui esponenti politici di altri paesi, nonché multinazionali americane e parte dell’elettorato statunitense, è il cosiddetto “muslim ban”, ovvero il divieto di ingresso per 90 giorni negli Usa alle persone provenienti da Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. Inoltre è previsto il diniego per 120 giorni per i richiedenti asilo e il divieto di ingresso per un tempo indefinito solo per persone provenienti dalla Siria.

Euro dollaro: analisi tecnica e politiche Usa

In tutto ciò come stanno reagendo i mercati? Cominciamo col dire che sul fronte azionario gli indici americani proseguono, a parte qualche piccola flessione, a viaggiare tranquillamente su livelli di prezzo elevati, mentre sul forex la situazione è un po’ più ingarbugliata.

 

Da come si può evincere nelle ultime sedute il cambio si è avvicinato in maniera piuttosto insistente verso un livello significativo che tenevo d’occhio da qualche tempo, ovvero area 1,085. Da dicembre, dopo aver toccato un minimo in area 1,034, sembra essere partito un ciclo rialzista caratterizzato da massimi e minimi crescenti. Al momento il cambio si trova al di sopra della media mobile a 20 periodi, la quale ha incrociato al rialzo quella a 50, come già detto più volte il livello 1,085 rappresenta uno spartiacque tra la partenza di un trend al rialzo che possa consolidarsi oppure una falsa partenza. L’indebolimento del biglietto verde nei confronti dell’euro in queste ultime sedute, alla luce delle vicende politiche viste prima, potrebbe essere interpretato come un timore da parte degli investitori circa le sorti della politica trampiana.