Come previsto, nella riunione di ieri sera, il tanto atteso discorso da parte di Janet Yellen, Presidente della Federal Reserve, non ha tradito le attese degli analisti, confermando il rialzo dei tassi di interesse portandoli da 0,75 a 1 punto percentuale.

Quello di ieri è stato il primo rialzo dei tre previsti per il 2017, al momento si trovano ancora ad un livello basso se confrontati con i tassi registrati nel 2006, quando viaggiavano sopra i 5 punti percentuali.

Economia americana, dati incoraggianti

Intanto i mercati azionari sembrano gradire ulteriormente tale decisione (aspettata) e chiudono la sessione quasi tutte con il segno più.  Lo stato di “buona salute” dell’economia a stelle e strisce, viene confermata da numerosi dati, come l’inflazione che si aggira intorno al 2%, l’occupazione che continua a crescere sull’onda delle politiche di bassa tassazione che vuole attuare l’amministrazione Trump, e le previsioni del Pil che vedono un incremento del 2% nel 2017.

Nella giornata di ieri in concomitanza del discorso della Fed, il forex ha reagito in maniera un po’ insolita, infatti normalmente ciò che ci si aspetta dopo l’annuncio di un aumento dei tassi di interesse, è una rivalutazione della moneta nei confronti di tutte le altre valute. Ieri non è successo così, anzi, partiamo dall’analisi dell’euro dollaro.

Forex, reazione dei principali cambi dopo annuncio Fed

 

 

La situazione grafica, conferma la lateralità del cambio che dura da diversi mesi, da come si può vedere dalla lunga candela verde, la chiusura di ieri ha portato ad un apprezzamento del biglietto verde nei confronti dell’euro, situazione ancora ribassista sul lungo periodo. Da valutare nelle prossime sedute se l’euro sarà in grado di dare un impulso rialzista di rilievo, un livello significativo è 1,085 / 1,09  dove troviamo una prima area di resistenza.

Anche sul cambio aud/usd viene confermata la reazione ribassista del dollaro, infatti la chiusura di ieri ha condotto il dollaro australiano a un incremento addirittura del 2%.

 

 

Il grafico a un anno mostra una pronunciata lateralità, al momento il cambio si trova su un livello piuttosto interessante da un punto di vista tecnico, infatti si ha una prima resistenza in area 0,778 e una seconda resistenza più significativa a 0,783 segnata dalla trend line. Situazione da monitorare attentamente, in ottica di trading per vedere se la prima barriera di prezzo possa respingere i prezzi e tornare verso area 0,75/0,745, oppure rompere con decisione al rialzo.

Il cable, ovvero gbp/usd, chiude con un apprezzamento superiore al punto percentuale, la situazione del cambio attualmente è di 1,22 sul biglietto verde.

 

 

La volatilità che caratterizza il cambio, si è accentuata nell’ultimo anno, soprattutto a seguito della decisione presa dall’Inghilterra di uscire dall’Unione Europea nel giugno scorso.

Anche usd/cad, ovvero dollaro statunitense dollaro canadese, ha chiuso fortemente in ribasso a -1,29% dopo l’annuncio della Fed.

 

 

Tecnicamente il cambio è all’interno di un canale rialzista tracciato dalle due trend line, lo storno che ha subito di ieri lo ha portato a ridosso della trend line sottostante, da vedere se nelle prossime sedute potrà girare di nuovo al rialzo.