Settimana alquanto movimentata, quella appena trascorsa, per il nostro indice che registra un segno meno piuttosto pesante in chiusura di venerdì scorso.  Il trend che è partito da fine novembre dello scorso anno, non sembra tuttavia essersi deteriorato più di tanto.

Mercati finanziari, Italia e America stabili

Al momento non sembrano esserci i presupposti per un brusco calo delle quotazioni tale da generare un’inversione di tendenza, anche se l’incertezza continua nella giornata di oggi con l’indice in calo di oltre il punto percentuale.

Guardando oltreoceano, le quotazioni del mercato statunitense hanno lateralizzato ormai da inizio gennaio, la forza del trend rialzista ha lasciato spazio ad una prudenza più marcata in questo primo scorcio dell’anno, tuttavia non si sono registrati scossoni degni di nota.

L’analisi di oggi voleva focalizzarsi su un etf nella fattispecie Ewz, ovvero lo strumento che replica l’indice del mercato azionario brasiliano. Quello che è accaduto tra mercoledì e giovedì scorso, è un “cigno nero” in piena regola, infatti il mercato ha avuto uno storno di -15%, in alcuni momenti tale percentuale è arrivata a -18%.

Trading e cigni neri, il crollo brasiliano

Nei mercati finanziari l’espressione cigno nero, mutuata dall’omonimo libro del trader/scrittore/investitore libanese Nassim Taleb, sta a significare un evento improvviso e dunque imprevedibile, con un impatto davvero significativo tale da avere delle conseguenze, negative o positive a seconda dei casi, per quei soggetti che sono interessati al verificarsi dell’evento stesso. Ad esempio nel mercato finanziario un crollo improvviso e di entità enorme è un cigno nero. Per essere definito tale l’evento deve essere anche imprevisto, nel caso del Brasile la difficile situazione politico economica del paese sembra essere la causa scatenante. Il più significativo cigno nero della storia, che causò in un solo giorno una diminuzione della quotazione dell’intero indice Dow Jones, avvenne nell’ottobre del 1987. In quell’occasione la borsa americana arrivò a perdere il 20% della propria capitalizzazione, mandando in rovina decine di operatori.

Altri eventi di portata rilevante si sono susseguiti nel tempo, ad esempio più recentemente il crollo del cambio tra euro e franco svizzero, ha causato una perdita del 30% da un giorno all’altro  del franco nei confronti dell’euro. Infatti, in quella circostanza, la banca svizzera attraverso una manovra unilaterale, decise di “sganciare” la soglia minima del cambio di 1,2 franchi per 1 euro scatenando un vero e proprio putiferio e determinando il fallimento di alcuni nomi illustri del panorama della finanza, tra cui il forex broker inglese Alpari.

La difficile situazione politica brasiliana, ha causato dunque alta volatilità sfociata nel crollo di 16 punti percentuali in un giorno

Da come si può vedere nella giornata di venerdì c’è stato un recupero, più che fisiologico, ma già nella giornata di oggi si registra di nuovo una perdita nelle quotazioni, sintomo di una situazione di instabilità e incertezza che sembra destinata a continuare.