Mercati azionari: spinta rialzista in linea con il comportamento osservato dai mercati in questo periodo dell’anno

La settimana appena trascorsa ha evidenziato ancora una volta il clima di euforia dei maggiori mercati finanziari del mondo, spingendo gli stessi verso nuovi massimi rispettando, almeno per il momento, il consueto rally di Natale.

Per quanto riguarda la situazione italiana, l’indice Ftse Mib sembra aver trovato nuovo slancio dopo una fase laterale che durava da svariati mesi, rompendo con decisione la soglia psicologica dei 17300 punti portandosi a quota 18300.

Reazione alquanto inaspettata all’indomani del referendum costituzionale che ha visto il prevalere del no e le dimissioni del Premier Matteo Renzi. Infatti molte erano le voci “catastrofistiche”, soprattutto provenienti dall’Europa, riguardo la bocciatura della riforma proposta dall’ala riformista del PD.

Azionario italiano: il caso Mps

Un rialzo considerevole visto e considerato la vicenda MPS, che ha fatto registrare nella seduta di venerdì un segno meno superiore al 10%, alimentando in maniera più marcata i timori e le incertezze sul destino dell’istituto bancario. Sono infatti cresciute le paure dal momento che la BCE sembra aver negato la proroga di 20 giorni per l’aumento di capitale da 5 miliardi di euro necessario al salvataggio della banca, si vedrà nei prossimi giorni quali sviluppi si delineeranno riguardo tale vicenda.

La seduta di giovedì ha visto il discorso di Mario Draghi, il quale conferma la volontà di proseguire con il QE anche per il 2017 seppur con una riduzione degli acquisti da 80 a 60 miliardi al mese. La notizia ha fatto registrare un brusco dietro front anche sul cambio euro dollaro che sembrava sulla strada di un’inversione di tendenza dalla discesa in atto da diverso tempo.

Mercato azionario americano: nuovi massimi per l’S&P 500

Rivolgendo lo sguardo dall’altra parte del mondo, si può osservare l’inarrestabile marcia del maggiore indice mondiale ovvero l’S&P 500.

La continua ascesa ha fatto registrare massimi assoluti, in quanto la rottura dei 2190 punti ha portato l’indice su livelli mai raggiunti.

Da un punto di vista tecnico il trend in atto è partito dal 4 novembre, dove si è verificata nella seduta di borsa una inverted hammer, che nel gergo dell’analisi tecnica sta a significare un segnale rialzista successivo ad una discesa del mercato. La fase in atto sembra non lasciare spazio a cali delle quotazioni, tuttavia nelle prossime ore si attendono nuovi sviluppi in virtù anche dell’annuncio sui tassi d’interesse, da parte della FED, previsto la prossima settimana.