Referendum sulle modifiche alla costituzione: italiani al voto

Finalmente ci siamo, dopo tanto parlare, dopo mille dibattiti e tambureggianti messaggi provenienti dai diretti interessati, siamo giunti al rush finale sul referendum costituzionale di oggi, ovvero cosa decideranno gli italiani? Si procederà dunque alla modifica della Costituzione?

Sono oggetto della riforma la riduzione del numero dei parlamentari, in particolare i componenti del senato, l’abolizione del CNEL e la revisione del Titolo V della Costituzione.
Tra i partiti schierati a favore del si troviamo il PD, con Matteo Renzi e Maria Elena Boschi in primis, Nuovo Centrodestra, UdC, Scelta Civica, tuttavia non mancano spaccature interne ai partiti come Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema che hanno dichiarato apertamente il loro dissenso al cambiamento prospettato dal Capo del Governo e dalla Ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento. Sul fronte del no ci sono Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega Nord, Sinistra Italiana e Sinistra Ecologia e Libertà.

Opinioni sul referendum provenienti dal mondo extra politico italiano

La lunga battaglia mediatica susseguita sulle diverse emittenti TV, radio, giornali, social network, ha visto come protagonisti numerosi esponenti del mondo dello spettacolo e dello sport, che hanno espresso il proprio parere sulla riforma, ad esempio Roberto Benigni favorevole al si, così come Ilaria D’Amico, Gigi Buffon e Barbara d’Urso. Non sono mancate anche delle polemiche sul modo in cui è stata condotta la campagna referendaria, ad esempio Sabrina Ferilli ha aspramente criticato la pressione mediatica a favore del si definendola come “una vendita di un servizio di pentole”.

Tra i sostenitori del si troviamo “soprattutto” il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Junker e il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il quale rincara la dose a favore della riforma sostenendo che un’eventuale bocciatura della stessa avrebbe conseguenze molto gravi a livello economico per il paese. E’ chiara dunque la linea dell’Europa e della Germania su come indirizzare il parere degli elettori italiani nella giornata di oggi.

Referendum: la reazione dei mercati azionari

In tutto questo bailamme in che modo si sono comportati i mercati in particolare il nostro Ftse Mib?

ftse-mib

Come si può evincere dal grafico a lato, lo stesso indice ha visto una progressione di quasi mille punti in una settimana portandosi in chiusura di venerdì sopra i 17000.

Ipotizzando che i mercati reagiscano in maniera positiva alla modifica della Costituzione proposta e soggetta al giudizio degli italiani con il referendum, l’andamento favorevole registrato dal nostro future italiano potrebbe indurre a pensare che l’esito del referendum sia positivo.

Non bisogna però dimenticare ciò che è successo negli ultimi due più importanti avvenimenti politici, ovvero a giugno in occasione della Brexit, quando si pensava che la Gran Bretagna rimanesse nell’Unione, come mostravano i sondaggi e l’andamento positivo dei mercati azionari, i quali temevano un’uscita dall’Ue – poi sappiamo come è andata – e nell’ultima vicenda politica di portata mondiale, che ha visto come protagonista l’elezione del Presidente Usa. Anche in quell’occasione i mercati temevano la vittoria di Donald Trump, infatti dopo una salita lineare dell’indice azionario americano nei giorni precedenti l’elezione, appena giunta la notizia della nomina del Tycoon newyorkese si è verificato un brusco calo delle quotazioni poi ampiamente recuperato nella stessa giornata.
Appare dunque evidente come l’andamento dei mercati nei giorni precedenti il referendum non possa in nessun caso essere preso come una previsione sull’esito dello stesso.