Era l’agosto del 2011 e sui mercati imperversava una tempesta finanziaria, che aveva riportato alla mente i timori di qualche anno prima con la crisi americana dei sub-prime del 2008. È lì che cominciò a girare in maniera sempre più insistente la parola spread, non si parlava d’altro nei telegiornali, nei programmi di attualità e anche in trasmissioni di genere diverso, che prima di allora non ci si sarebbe mai aspettati di sentire.

Spread in rialzo: situazione italiana difficile

In questi ultimi tempi si risente di nuovo tale parola, infatti l’instabilità politica del nostro paese, la disastrosa situazione bancaria e l’economia italiana, fanalino di coda d’Europa in materia di ripresa, hanno fatto si che il differenziale del nostro titolo decennale si allargasse con il bund tedesco, infatti si è portato ieri a quota 200 punti base, con il rendimento del btp a 2,19%.

Tale circostanza si riflette sulle quotazioni dell’indice italiano, che appare sottotono da un po’ di sedute a questa parte, infatti si è riportato sotto i 19000 punti a quota 18600.

Nell’ambito del trading la parola spread può assumere molteplici significati, tanto per fare un esempio si parla di spread trading quando si compie un’operazione contemporanea in acquisto e in vendita su due strumenti correlati tra loro, come accade nel mercato delle materie prime, piuttosto che su due azioni appartenenti al medesimo settore, due cambi valutari, o ancora due indici azionari.  Ad esempio si può fare uno spread tra due materie prime, come oro e argento, attraverso i due etf Gld e Slv, in particolare si può acquistare Gld e vendere Slv, in questo caso l’obbiettivo sarà quello di vedere Gld apprezzarsi più di Slv, oppure Gld deprezzarsi meno di Slv. La situazione può essere rappresentata graficamente nel seguente modo:

 

 

Rimanendo in ambito trading, si opera in spread ad esempio quando si ha a che fare con le opzioni. Infatti  tutte quelle operazioni che prevedono l’utilizzo combinato del sottostante con le opzioni, piuttosto che le opzioni stesse, danno origine ad uno spread. Tra le più diffuse strategie che possiamo ottenere troviamo la covered call, che prevede l’acquisto di un titolo e la contemporanea vendita di un’opzione call, oppure il vertical spread, calendar spread, butterfly spread.

Se pensiamo a tutte le volte che si entra a mercato su una determinata operazione di trading, si ha sempre a che fare con lo spread, ovvero in questo caso soprattutto se si opera su determinati strumenti come le opzioni, bisogna far fronte alla differenza tra prezzo in acquisto e prezzo in vendita. Così come nel mercato del forex, quando si entra su determinati cross, la differenza di prezzo esistente tra il bid e l’ask, che rappresenta il guadagno del broker, può creare dei grattacapi al fine di ottenere degli eseguiti decenti.

Dunque ogni volta che si sente parlare di spread è bene ricordarsi dei tanti significati che assume nel linguaggio della finanza.