Trading in Opzioni: vediamo quali sono i giusti strumenti per operare nel trading “non direzionale”, sfruttando anche il mercato laterale

Quando si approccia il trading in opzioni attraverso i classici metodi che vengono proposti nei vari libri e corsi si pone sempre l’accento su quali siano le strategie più comuni, mai (o quasi) sugli strumenti più idonei a realizzare un’operatività corretta. Infatti innumerevoli sono le volte in cui si è sentito parlare dei vari vertical spread, piuttosto che iron condor o ancora butterfly spread, naked option.

Uno dei più grossi limiti che hanno in comune diversi corsi di formazione, è che non si affrontano mai i temi a mio avviso più importanti, vale a dire: come costruisco uno spread? Come si utilizza la piattaforma di trading e quale scegliere? Quali sono i sottostanti più adatti per l’operatività?

Trading in Opzioni: la piattaforma TWS

Nel panorama italiano l’offerta per quanto riguarda le opzioni risulta essere ancora limitata, se si vuole operare ad un certo livello, poiché la disponibilità di sottostanti non è così estesa. La scelta migliore è senza dubbio quella di guardare oltreoceano e rivolgersi ad un broker americano, uno di questi è Interactive Brokers.
Innanzi tutto il costo delle commissioni è imbattibile a confronto di quelli italiani, infatti si parte da meno di un dollaro per eseguito sulle opzioni per arrivare a poco più di due dollari per i futures.

La piattaforma TWS appare un po’ scarna dal punto di vista grafico, nonostante siano state apportate nel tempo delle modifiche che hanno contribuito a migliorarne la qualità, ma per ciò che attiene l’offerta dei sottostanti da tradare è praticamente illimitata. Infatti è possibile operare attraverso opzioni su futures di indici azionari americani, europei, asiatici, su  materie prime, su futures valutari e su etf.
Proprio su quest’ultime chi inizia dovrebbe maggiormente concentrarsi, prima di tutto per il loro controvalore più ridotto e soprattutto la loro estrema liquidità. Infatti a differenza delle opzioni su futures gli spread, ovvero la differenza tra bid e ask, sono ridottissimi praticamente come quelli presenti su un normale titolo azionario. Inoltre è possibile costruire le varie strategie utilizzando la funzione combinazione presente nel pannello degli strumenti in maniera facile ed intuitiva.

Tra i sottostanti maggiori e più adatti al trading in opzioni troviamo Spy, ovvero l’etf avente come sottostante l’indice Standard & Poor’s 500, Iwm che replica l’andamento dell’indice Russell 2000, Dia ( Dow Jones) e QQQ (Nasdaq 100).

La natura di questi strumenti consente di poter operare con le relative opzioni sia in maniera direzionale, andando quindi ad implementare strategie volte ad individuare il trend verso cui si muoveranno e soprattutto in maniera non direzionale attraverso iron condor o calendar spread, in cui non è necessario al fine di ottenere un profitto fare una corretta previsione circa l’andamento del sottostante. Ciò è dovuto al fatto che essendo panieri di titoli azionari non sono così frequenti (anche se talvolta si verificano) forti movimenti al rialzo o al ribasso.

Questi sono solo alcuni degli etf che è possibile tradare, infatti ne esistono altri che riguardano il mercato valutario, le commodities, obbligazionario o sulla volatilità.
Dunque la scelta della piattaforma è determinante non solo per esigenze di costo degli  eseguiti, ma soprattutto per l’offerta di sottostanti su cui andare ad operare.