Il Decreto Legislativo 139/2015, recepito dalle Società italiane a partire dal Bilancio d’impresa 2016, è andato notevolmente a modificare i suoi schemi (disciplinati dagli artt. 2424 e 2425 del Codice Civile), mutandone sostanzialmente la tassonomia rappresentativa.

Bilancio d’esercizio: importanti novità

Il nostro intento è illustrare ai lettori quali siano le principali novità e problematiche derivanti da questa “revisione” del documento informativo per eccellenza delle Società: il Bilancio di esercizio.

Innanzitutto vi è da sottolineare l’introduzione nel nostro Codice Civile del nuovo articolo 2435 ter che disciplina le c.d. “Microimprese”; ovvero tutte quelle società, caratterizzanti circa il 90% del tessuto imprenditoriale italiano, che nel primo anni di costituzione o nei 2 esercizi antecedenti al 2016 non hanno superato almeno 2 dei 3 limiti dimensionali legati sostanzialmente al fatturato, alle poste dell’attivo patrimoniale e alla forza lavoro impiegata. Tali “limiti” possono essere così sintetizzati:

  1. Attivo patrimoniale < 175.000 euro
  2. Fatturato < 350.000 euro
  3. Dipendenti occupati in media < 5 unità

Bilancio d’impresa per imprese di micro dimensioni: snellimento normativo

Per questa particolare, ma non meno importante categoria di imprese, il nostro legislatore, recependo le Direttive sul bilancio del succitato Decreto 139/2015, ha previsto un deciso e direi opportuno snellimento di natura informativa, andando a ridurre considerevolmente i dati da fornire nella Nota integrativa del bilancio d’impresa e, contemporaneamente, non prevedendo né la Relazione sulla Gestione, né il Rendiconto finanziario, al pari delle Società che redigono il Bilancio di esercizio in forma abbreviata ai sensi dell’art.2435 bis del C.C.

Altra novità importantissima introdotta a partire dal Bilancio d’impresa 2016 è l’eliminazione della c.d. “parte straordinaria” del Conto economico, rappresentata da tutte quelle poste di costo-ricavo presenti nelle voci E20 ed E21. Per queste ultime non si tratta di una vera e propria eliminazione, in quanto non spariscono ma, al contrario, si procede ad una loro riclassificazione all’interno della parte “ordinaria”, ovvero nelle voci A5 e B14.

Tale ripartizione ha comportato non pochi riflessi e sconvolgimenti, in particolar modo a livello fiscale dove, ancora oggi, si rilevano importanti problematiche che riguardano:

  1. Il plafond pari ad 1,5% del fatturato ( A ) al fine della deduzione delle spese di rappresentanza
  2. Il plafond pari al 30% del ROL al fine della deducibilità degli interessi passivi eccedenti quelli attivi ai sensi dell’art 96 Tuir
  3. Le modifiche della base imponibile ( A-B ) al fine del calcolo dell’IRAP
  4. La modifica del reddito conseguito dalle società c.d. “di comodo”, con conseguente risvolto sulla compilazione del quadro RS del modello Unico Sc

Per quanto attiene invece la voce “Azioni Proprie” delle Società per Azioni (sono le uniche che possono emetterle con le limitazioni previste dall’art 2357 C.C), è stato introdotto un differente trattamento contabile che ne ha modificato drasticamente la relativa collocazione in Bilancio ai sensi dell’art 2357 ter e 2424 bis del Codice Civile:

  • ANTE 2016

Azioni Proprie                   a                      Banca

Riserva Straordinaria       a                      Riserva Azioni Proprie

  • DAL 2016

Riserva Azioni Proprie      a                      Banca

(Riserva negativa di PN)

 

Concludendo questa prima panoramica in tema di Bilancio d’impresa, possiamo ribadire con forza come quello relativo al 2016 rappresenti una vera e propria “sfida” per tutti i professionisti e gli operatori del settore; e, come si dice in questi casi, un grande in bocca al lupo a tutti !