Redditi di capitale e redditi diversi: caratteristiche e peculiarità

Nel mondo del Trading online, un settore sempre più in ascesa ed espansione, risulta fondamentale se non indispensabile per l’Investitore, andare a conoscere:

  • La natura dei redditi di matrice finanziaria: redditi di capitale e redditi diversi
  • I due differenti regimi impositivi attualmente presenti nel nostro ordinamento: il regime dichiarativo (anche denominato di “autoliquidazione del tributo“) ed il regime sostitutivo.

Per ciò che attiene prettamente l’attività di Trading, delle sei differenti categorie reddituali disciplinate dal legislatore, possiamo soffermarci solo sulle due indicate poc’anzi: i redditi di capitale ed i redditi diversi.  Nei primi, sanciti agli artt. 44-48 del Tuir ( Testo unico delle imposte sui redditi ), vengono ricompresi testualmente:

  • Gli interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti correnti
  • Gli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, degli altri titoli diversi dalle azioni e titoli similari
  • Le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue
  • Gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti soggetti all’imposta sul reddito delle società
  • I proventi derivanti dalla gestione, nell’interesse collettivo di pluralità di soggetti, di masse patrimoniali costituite con somme di denaro e beni affidati da terzi o provenienti dai relativi investimenti
  • I proventi derivanti da riporti e pronti contro termine su titoli e valute
  • Gli interessi e gli altri proventi derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l’impiego del capitale, esclusi i rapporti attraverso cui possono essere realizzati differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto

Circa i redditi diversi invece, sanciti agli artt.67-71 del Tuir, si può fin da subito premettere come questi rappresentino una categoria “ residuale “. Ciò significa che vengono in essi ricomprese tutte le fattispecie reddituali non classificabili nelle restanti altre cinque tipologie (Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da societa’ in nome collettivo e in accomandita semplice, ne’ in relazione alla qualita’ di lavoratore dipendente…). In questi ultimi vengono quindi elencati:

  • Le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate. Costituisce cessione di partecipazioni qualificate la cessione di azioni, diverse dalle azioni di risparmio, e di ogni altra partecipazione al capitale od al patrimonio delle società
  • Le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso ovvero rimborso di titoli oggetto di cessione a termine o rivenienti da depositi o conti correnti e di quote di partecipazione ad organismi d’investimento collettivo.
  • I redditi, diversi da quelli precedentemente indicati, comunque realizzati mediante rapporti da cui deriva il diritto o l’obbligo di cedere od acquistare a termine strumenti finanziari o valute ovvero di ricevere o effettuare a termine uno o più pagamenti collegati a tassi di interesse, a quotazioni o valori di strumenti finanziari e ad ogni altro parametro di natura finanziaria

 

Regime dichiarativo e regime sostitutivo nel trading online: principali analogie e differenze

In merito ai 2 differenti regimi di tassazione attualmente in vigore invece, mi è sembrato doveroso offrire una generale panoramica delle loro principali caratteristiche e peculiarità tecnico-fiscali:

Regime dichiarativo Regime sostitutivo o amministrato
Tassazione base del 26% ( 12,5% per investimenti in Titoli di Stato ) in base all’effettivo realizzo del “ capital gain “indicato all’interno della dichiarazione dei redditi del contribuente presentata nell’anno successivo al compimento dell’operazione finanziaria Tassazione base del 26% ( 12,5% per investimenti in Titoli di Stato ) operata direttamente “ alla fonte “, cioè al momento del realizzo del capital gain a cura dell’intermediario finanziario detentore del dossier titoli del contribuente
Le eventuali plusvalenze realizzate vengono contabilizzate con il metodo denominato LIFO ( last in, first out ) Le eventuali plusvalenze realizzate vengono contabilizzate con il metodo del costo medio ponderato, prendendo in considerazione gli importi realizzati ed il numero di titoli in portafoglio
Possibilità di compensazione delle plusvalenze con le eventuali minusvalenze conseguite e di riportare l’eccedenza di queste ultime nei successivi 4 esercizi di imposta Possibilità di compensazione delle plusvalenze con le eventuali minusvalenze conseguite solo e unicamente presso lo stesso intermediario finanziario e di riportare l’eccedenza di queste ultime nei successivi 4 esercizi di imposta
Obbligo di compilazione del quadro RW del modello Unico al fine del monitoraggio fiscale NESSUN obbligo in capo al contribuente con riferimento al monitoraggio fiscale
Disponibilità da parte del contribuente delle somme “plusvalenti“ al lordo dell’imposta sostitutiva che lui stesso autoliquiderà nell’anno successivo al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi Disponibilità da parte del contribuente delle somme “ plusvalenti “ già decurtate ed al netto dell’imposta sostitutiva

 

Da una rapida lettura, si può facilmente evincere come entrambi i regimi presentino delle peculiarità e dei propri tratti caratteristici. Il regime dichiarativo, a differenza di quanto avviene in quello sostitutivo, permette al contribuente, in caso di realizzo della plusvalenza, di disporre immediatamente di tutta la somma conseguita, attribuendogli quindi una maggiore liquidità fino al momento in cui presenterà la dichiarazione dei redditi e dovrà scontare la relativa imposta sostitutiva, inoltre dà la possibilità a questi di poter effettuare una compensazione tra le plusvalenze e minusvalenze conseguite. Tuttavia ricade in capo al contribuente, l’obbligo di monitoraggio fiscale qualora il suo dossier titoli sia composto da partecipazioni in società site in paesi diversi dall’Italia.

Anche con riferimento alla differente tecnica di contabilizzazione delle eventuali plusvalenze si è più propensi ad optare per un regime piuttosto che per un altro. A tal proposito, il regime dichiarativo, contabilizzando queste ultime attraverso la tecnica LIFO, richiede una maggiore attenzione a mantenere una costante e scrupolosa evidenza di tutti gli acquisti e contemporaneamente a compensare i risultati delle operazioni di vendita procedendo a ritroso, cioè considerando venduti per primi i titoli acquistati per ultimi. Nel regime sostitutivo invece, contabilizzando le eventuali plusvalenze con il criterio del Costo Medio Ponderato, si rapporta il costo di acquisto dei titoli/partecipazioni con il loro numero totale, il che, agli occhi di molti, risulta di più facile realizzazione.

Concludendo si può affermare come entrami i regimi “ fiscali “ applicabili alle operazioni di trading abbiano dei pro e dei contro. Allo stato attuale si può evidenziare come sempre una maggiore platea di trader stia optando per il regime dichiarativo; ciò principalmente con l’intento di posticipare la tassazione sulle eventuali plusvalenze conseguite e contemporaneamente operare quella compensazione libera tra plus e minus che ne rappresenta un vero e proprio “ cavallo di battaglia “, nonché un enorme vantaggio.