Cartelle Equitalia: estensione del periodo di notifica al 31 dicembre 2016 per la rottamazione

L’art. 6 del D.L. 193/2016 prevede la possibilità di definire, in via agevolata, i carichi iscritti in ruolo affidati agli agenti della riscossione nel periodo che va dal 2000 al 2016. La prima bozza del suddetto articolo andava ad includere tutte le cartelle Equitalia notificate al 31 dicembre 2015. Con un provvedimento successivo invece, il legislatore ha ritenuto opportuno e di maggiore appeal estendere il “periodo di notifica” al 31 dicembre di quest’anno, facendo rientrare nel procedimento di “rottamazione“ anche le cartelle dell’ultimo minuto.

Nel complesso si può dire come tale manovra sia stata accolta da molti con entusiasmo; rimangono tuttavia ancora tanti gli scettici con non pochi interrogativi: “ in che cosa consiste tale agevolazione?  È davvero così conveniente?

In questa breve analisi, cercheremo di rispondere ai principali interrogativi suscitati dalla “ rottamazione “:

Rottamazione cartelle Equitalia: quali i punti cardine del provvedimento

  1. Quali sono i tributi interessati e quelli ESCLUSI dalla rottamazione?
  2. Cosa dovrà effettivamente pagare e NON pagare il contribuente nel caso intenda “rottamare le cartelle”?
  3. Secondo quale scadenzario il contribuente dovrà effettuare i pagamenti?
  4. Quale documentazione dovrà produrre il contribuente per la definizione agevolata ed entro quali termini?
  5. Se si ha una rateazione aperta, si potrà comunque accedere alla procedura di rottamazione?

 

 

  1. Il D.L. 193/2016 nell’introdurre la definizione agevolata delle cartelle Equitalia, ha provveduto ad includere alcune fattispecie e tipologie di tributi escludendone altre. In definitiva, risultano essere oggetto di rottamazione i seguenti tributi:

 

  • Ires
  • Irap
  • Irpef
  • Contributi previdenziali e assistenziali
  • Imu/Ici/Tari/Tarsu/Tasi
  • Altri ruoli emessi da Comuni, Regioni e Città
  • Iva ad esclusione di quella riscossa all’importazione

 

Rimangono invece ad oggi esclusi:

 

  • Dazi e accise
  • Crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti
  • Iva riscossa all’importazione
  • Sanzioni amministrative per violazione del CdS
  • Multe, ammende e sanzioni dovute a seguito di provvedimenti di condanna ( per le multe non si pagheranno comunque gli interessi e le maggiorazioni previste in caso di ritardato pagamento )

 

 

  1. Il nostro legislatore, nell’andare a disciplinare la definizione agevolata delle cartelle Equitalia, ha fornito puntuali indicazioni su quali somme il contribuente sia comunque tenuto a versare e quali invece, a seguito della rottamazione, non siano più dovute.

 

Somme dovute:

  • Maggiore imposta evasa
  • Interessi per la ritardata iscrizione a ruolo
  • Aggio di riscossione ( da calcolare solo sull’imposta e sull’interesse e non anche sulle altre voci comprese in cartella )
  • Spese di notifica cartella di pagamento
  • Spese di rimborso per eventuali procedure esecutive
  • Interessi di dilazione ( 4,5% annui ) qualora si proceda a versare in più soluzioni le somme dovute a seguito di definizione agevolata

 

 

Somme NON dovute

·      Sanzioni per la maggiore imposta evasa

·      Interessi di mora

 

 

Esemplificazione:

 

Componenti cartella di pagamento 2016 NO definizione agevolata SI definizione agevolata
Maggiore Ires da versare 5.000,00 5.000,00
Sanzioni 30% imposta evasa

( art. 13 D.Lgs. 471/1997 )

1.500,00 ———————
Interessi ritardata iscriz.ruolo

( art. 20 Dpr 602/1973 )

500,00

( in via esemplificativa )

500,00
Interessi di mora

( art. 30 Dpr 602/1973 )

1.000,00 ———————-
Aggio riscossione 8% ( 6% dal 2016 )

( art.17 D.Lgs. 112/1999 )

480,00 330,00
Spese di notifica 6,00 6,00
Totale da versare 8.486,00 5.836,00
Risparmio effettivo rottamazione 31% 2.650,00

 

 

  1. In merito allo scadenzario dei pagamenti, la prima idea del legislatore ( spinto principalmente da esigenze di gettito a seguito di alcune agevolazioni confermate nella nuova Legge di Stabilità ) era quella di permettere al contribuente di pagare quanto dovuto in un’unica soluzione o in massimo 4 rate, tutte rientranti nel 2017. Successivamente si è deciso di estendere l’eventuale dilazione del pagamento in massimo 5 rate, di cui 2 nell’anno 2018:

 

  • Luglio 2017 ( I rata 24% )
  • Settembre 2017 ( II rata 23% )
  • Novembre 2017 ( III rata 23% )
  • Aprile 2018 ( IV rata 15% )
  • Settembre 2018 ( V rata 15% )

 

 

  1. Il contribuente ha tempo fino al 31 marzo 2017 per inviare telematicamente ( via mail o pec per chi ne è in possesso ) il modello DA1 presente online sul sito Equitalia, scegliendo le cartelle oggetto di definizione agevolata ed i relativi termini di pagamento tra quelli previsti dalla normativa ( da 1 a massimo 5 rate, ultima con scadenza settembre 2018 ). Contestualmente, il contribuente ha la possibilità di indicare anche solo uno dei ruoli presenti all’interno della singola cartella di pagamento, procedendo quindi alla rottamazione solo di quest’ultimo. Una volta compilato ed inviato il suddetto modello secondo le istruzioni presenti, occorrerà aspettare che Equitalia, entro il 31 maggio 2017, recapiti al contribuente il conto delle somme da pagare, depurate di tutto ciò che non è più dovuto, insieme alla documentazione necessaria per effettuare il pagamento.

 

  1. Una problematica di non poco conto è stata quella riguardante l’iter operativo da seguire nel caso in cui il contribuente avesse già provveduto in passato a presentare, con successo, una istanza di rateazione. In questo specifico caso si configurano sostanzialmente 2 Hp normativamente percorribili:

 

  1. Rateazione decaduta ante ottobre 2016

Si accede direttamente alla “rottamazione delle cartelle” mediante lo stesso iter di chi non ha richiesto la rateazione, presentando l’apposito modello DA1 e seguendo la procedura.

 

  1. Rateazione ancora in corso ad ottobre 2016

In questo caso il contribuente è tenuto a compiere tutti i versamenti dovuti al 31 dicembre 2016 e, successivamente, procederà, secondo procedura, all’iter di rottamazione. L’importo dovuto calcolato da Equitalia nei termini previsti del 31 maggio 2017 verrà depurato da tutte le somme precedentemente versate dal contribuente a titolo di capitale, interessi, aggio ed eventuali rimborsi per procedure esecutive ma non da quelle pagate a titolo di sanzioni, il che penalizza non poco quel contribuente che aveva già cominciato a pagare.

Si sa, l’italia non è un paese perfetto