Anno 2017, 10 anni di crisi, qualche spiraglio di miglioramento all’orizzonte, ma niente di realmente concreto.
Cosa significa fare impresa in Italia? Una missione.
Sono questi i temi su cui ci si deve soffermare oggi; in un contesto pieno di indecisione ed incertezze come il nostro, in cui le aziende sono letteralmente in balia della difficile semantica delle norme, schiacciate da una disarmante burocrazia e dove regna un caos interpretativo generalizzato, ci si chiede in che misura, quando e come si paga. Si perché nell’Italia degli ultimi tempi risulta persino difficile andare a calcolare il quantum realmente dovuto.

Stiamo vivendo una fase in cui, con tutte le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2017, che hanno letteralmente stravolto il contesto imprenditoriale italiano, l’Imprenditore si trova nella difficoltà e, alle volte, nella reale impossibilità di conoscere, da un lato, cosa deve pagare e dall’altro l’esatto importo dovuto; ciò principalmente a causa delle numerosissime casistiche e fattispecie di imponibilità e tassazione previste dal nostro ordinamento.

Tassazione e imprese: eccessivo carico tributario

Detto ciò, una delle principali cause di questa difficile situazione risiede, a mio avviso, nell’enorme quantitativo di imposte dirette ed indirette che, sebbene con cadenze spesso differenti, gravano sulle nostre imprese:

  • Imposte dirette
  • Irpef
  • Ires
  • Irap
  • Imu
  • Imposta sul capital gain

  • Imposte indirette
  • Iva
  • Registro
  • Bollo
  • Successioni e Donazioni
  • Ipotecaria
  • Catastale
  • Accise

 

  • Tasse
  • Tari
  • Tasi
  • Tosap

 

  • Contributi
  • Inps
  • Inail

 

Ad avvalorare tutto ciò, si offre in questa sede un ipotetico caso di tassazione:

Si consideri un imprenditore, con ditta individuale iscritto alla gestione Inps commercianti con la seguente situazione reddituale al 31/12/2016:

  • Ricavi € 100.000,00
  • Costi € 50.000,00 ( consumi € 10.000,00 + telefoniche € 10.000,00 + spese inerenti € 10.000,00 + dipendente € 20.000,00 )
  • Contributi 23,19% sul reddito dichiarato
  • Hp cuneo fiscale 5.000
  • Deduzione forfait 13.000

Imponibile Irpef= (100.000 – 50.000) + 2.000 spese telefoniche non deducibili = 52.000 – 12.059 contributi = 39.941

Imponibile Irap= (100.000-50.000) + 20.000 – 5.000 – 13.000 = 52.000

Contributi già pagati= 12.059

TASSAZIONE TOTALE

Irpef= 23% (0-15.000) +27% (15.001-28.000) +38% (28.001-39.941)

23% (15.000) +27% (12.999) + 38% (11.940) = 3.450+3.510+4.537 = 11.497

Irap= 4,82% (52.000) = 2.506

Contributi già pagati= 12.059

Reddito netto= 52.000 – 12.059 – 11.497 – 2.506 = 25.938

 % TASSAZIONE= 26.062/52.000 = 50,11%

 

* per semplicità espositiva non si è provveduto al calcolo delle Add.li regionale e comunale

Questo semplice esempio numerico, vuole essere una dimostrazione di come il carico fiscale incida in maniera

significativa sul risultato imprenditoriale e contemporaneamente, scoraggi chi vuol fare impresa nel nostro paese