La tassazione delle partecipazioni possedute da persone fisiche, distinzione tra qualificate e non qualificate

Il tema della tassazione delle partecipazioni ( qualificate e non qualificate ) detenute dalle persone fisiche in regime non imprenditoriale è stato oggetto, non molto tempo fa, di una apposita modifica ed aggiornamento normativo.
Si ricorda come gli art. 3 e 4 del D.L. 66/2014, convertito dalla L. 89/2014 e successivamente, con l’intervento della Legge di Stabilità 2015, hanno previsto un incremento della ritenuta a titolo di imposta dal 20% al 26% per i proventi derivanti da partecipazioni non qualificate percepiti dalle persone fisiche a partire dal 1° Luglio 2014; rimane invece tuttora al 49,72% la quota parte di provento da considerare ai fini della base imponibile Irpef per i soggetti detentori di partecipazioni qualificate.

Prima di addentrarci, con un esempio numerico, nel vivo dell’aspetto fiscale, mi pare doveroso offrire, attraverso la tabellina sottostante, una piccola panoramica sulle differenze che intercorrono tra partecipazione qualificate e partecipazione non qualificate:

PARTECIPAZIONE QUALIFICATA PARTECIPAZIONE NON QUALIFICATA
Apporto nelle Società NON quotate > 25% Apporto nelle Società NON quotate < 25%
Apporto nelle Società quotate > 5% Apporto nelle Società quotate < 5%
Diritti voto nelle Società NON quotate > 20% Diritti voto nelle Società NON quotate < 20%
Diritti voto nelle Società quotate > 2% Diritti voto nelle Società quotate < 2%

Partecipazioni qualificate o non qualificate: diverse modalità di imposizione

Per quanto riguarda le modalità di tassazione dei proventi di suddette partecipazioni, si fa riferimento per le persone fisiche all’art. 47 del T.u.i.r. che disciplina i Redditi di capitale.

A tal proposito, con la C.M. 19/E/2014 l’Amministrazione Finanziaria ha chiarito che “ai fini dell’applicazione dell’aliquota nella misura del 26 per cento prevista per le partecipazioni non qualificate, si deve fare riferimento esclusivamente alla data di incasso degli utili mentre, sempre a tali fini, non assume rilevanza la data di delibera dei dividendi”. Ciò sta a significare come i suddetti Redditi non siano tassati secondo il criterio della “ competenza ”, bensì seguendo il noto “principio di cassa “.

L’esempio che riporto pone in evidenza il differente regime di tassazione previsto per le partecipazioni qualificate e per quelle non qualificate:

SOCIETA’ ALFA SRL con utili anno 2015

Socio A 70% ( partecipazione qualificata )

Socio B 25% ( partecipazione qualificata )

Socio C 5% ( partecipazione non qualificata )

ALFA SRL 2015 SOCIO A 70% SOCIO B 25% SOCIO C 5%
Utile ante imposte 100.000 Quota di spettanza 70.000 Quota di spettanza 25.000 Quota di spettanza 5.000
Imposte 27,5% *    27.500 Quota %

19.250

Quota %

6.875

Quota %

1.375

Utile netto           72.500 Quota di spettanza

50.750

Quota di spettanza

18.125

Quota di spettanza

3.625

Dividendo deliberato

72.500

Quota di spettanza

50.750

Quota di spettanza

18.125

Quota di spettanza

3.625

Tassazione al 26% ———————- ————————- 942,50
Quota imponibile 49,72% 25.232,90 9.011,75 ————————–
Tassazione Irpef 10.850,15 3.875,05 ————————–
Dividendo netto** 39.899,85 14.249,95 2.682,50

* non si considera per semplicità espositiva l’Irap
**si ipotizza una tassazione Irpef in capo ai 2 soci qualificati pari al 43%

A livello dichiarativo vi è da sottolineare come e se, a seconda della tipologia di partecipazione ( in Società italiana ) detenuta dal soggetto, ricada o meno in capo a quest’ultimo l’obbligo di inserire i suddetti proventi all’interno del proprio Modello Unico. Infatti, qualora la partecipazione sia di natura qualificata, il contribuente ha l’obbligo di compilare il quadro RL al rigo 1 andando ad indicare il 49,72% della somma incassata:

  • Socio A € 25.232,90
  • Socio B € 9.011,75

Nel caso in cui invece, la partecipazione sia di natura non qualificata, il contribuente, scontando direttamente alla fonte la ritenuta a titolo di imposta pari al 26% non ha alcun obbligo dichiarativo. La società di cui è socio / azionista avrà quindi il solo obbligo di rilasciare al contribuente il Modello CUPE ( Certificazione utili e proventi equiparati ) e indicare il codice fiscale del percipiente all’interno del Modello 770 ordinario che sarà tenuta a presentare.