Modifiche legislative in atto per l’attesa Voluntary Disclosure Bis 2.0

Dalle nuove indiscrezioni che trapelano dai principali quotidiani specializzati, c’è sempre più l’impressione che vi sia ancora all’orizzonte qualche cambiamento e/o integrazione prima di rendere operativa la “nuova” procedura di rientro dei capitali.

C’è da sottolineare come, a largo parere degli esperti, la nuova Voluntary Disclosure si presenti almeno nella forma sanzionatoria ed impositiva, molto vicina all’Istituto del Ravvedimento Operoso, solo lontano parente della prima edizione della collaborazione volontaria datata 2014. Infatti, la Voluntary Disclosure 2.0 si dovrebbe basare sull’autoliquidazione dei tributi ad opera del contribuente anziché, come in passato, sul calcolo effettuato ad hoc da parte dell’Amministrazione finanziaria a cui il contribuente poteva dare o meno il mero segno di assenso e di adesione.
Data l’improvvisa vicinanza con il Ravvedimento Operoso, ci si domanda con sempre maggiore interesse e preoccupazione se valgano anche per la Voluntary Disclosure gli stessi principi regolatori:

VOLUNTARY DISCLOSURE 1° VERSIONE RAVVEDIMENTO OPEROSO
Calcolo del tributo da versare da parte dell’AdE Autoliquidazione del tributo da versare
Previste solo sanzioni amministrative Previste sanzioni amministrative e penali
L’adesione all’istanza di collaborazione preclude la possibilità di accertamento per gli anni interessati L’adesione all’istituto non preclude eventuali controlli e verifiche sui periodi interessati
NON possibile qualora siano stati effettuati accessi, ispezioni e verifiche o iniziata qualunque attività di accertamento amministrativo relativi ad attività estere Possibile usufruire dell’istituto anche a seguito di accessi, verifiche ed ispezioni da parte della Guardia di Finanza e/o dell’AdE
NON sono ammesse compensazioni Sono ammesse compensazioni
Sanzioni dal 3 al 6% a seconda se le attività finanziarie siano detenute in un paese white o black Sanzioni dal 6 al 30%
Applicabile al TOTALE delle violazioni commesse Applicabile anche a solo ALCUNE delle violazioni

Voluntary Disclosure Bis – Le sanzioni amministrative

Attualmente, l’aspetto sanzionatorio di tipo amministrativo relativo al monitoraggio fiscale (quadro RW) previsto per la Voluntary Disclosure, comprende un range di sanzione minima edittale che va dal 3% dell’importo non dichiarato per le attività estere detenute presso paesi White list, fino ad arrivare ad un massimo del 6% per i paesi Black list. Tale percentuale, almeno nella bozza attuale, dovrebbe essere ridotta di ¼. Rimane tuttavia fermo quanto disciplinato dall’Art. 7 comma 4 del Decreto Legislativo n.472 del 18/12/1997 in tema di sanzioni relative al monitoraggio fiscale (riduzione ad ½ del minimo edittale) in presenza di almeno una delle seguenti specifiche condizioni:

  • se le attività vengono trasferite in Italia o in Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo che consentono un effettivo scambio di informazioni con l’Italia, inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, e successive modificazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996;
  • se le attività trasferite in Italia o nei predetti Stati erano o sono ivi detenute;
  • se l’autore delle violazioni di cui all’articolo 5-quater, comma 1, fermo restando l’obbligo di eseguire gli adempimenti ivi previsti, rilascia all’intermediario finanziario estero presso cui le attività sono detenute l’autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria e allega copia di tale autorizzazione, controfirmata dall’intermediario finanziario estero, alla richiesta di collaborazione volontaria.

Voluntary Disclosure Bis – Le sanzioni penali

A livello di sanzioni penali invece, sia la Voluntary 2.0 che quella datata 2014, presenta degli “effetti premiali” e delle fattispecie di non punibilità:

VIOLAZIONE REGIME SANZIONATORIO ORDINARIO VOLUNTARY DISCLOSURE
Dichiarazione infedele (art. 4 D.Lgs 74/2000) Reclusione da 1 a 3 anni Non punibilità
Omessa dichiarazione (art. 5 D.Lgs 74/2000) Reclusione da 1 a 3 anni Non punibilità
Dichiarazione Fraudolenta (art. 2 e 3 D.Lgs 74/2000) Reclusione da 1 e 6 mesi a 6 anni Non punibilità
Omesso versamento di IVA (art. 10-ter D.Lgs 74/2000) Reclusione da 6 mesi a 2 anni Non punibilità
Omesso versamento di ritenute certificate (art. 10-bis D.Lgs 74/2000) Reclusione da 6 mesi a 2 anni Non punibilità
Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art.8 D.Lgs 74/2000) Reclusione da 1 e 6 mesi a 6 anni Reclusione da 1 e 6 mesi a 6 anni
Occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10 D.Lgs 74/2000) Reclusione da 6 mesi a 5 anni Reclusione da 6 mesi a 5 anni
Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11 D.Lgs 74/2000) Reclusione da 6 mesi a 4 anni Reclusione da 6 mesi a 4 anni
Riciclaggio (art. 648 bis Codice Penale) Reclusione da 4 a 12 anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000 Non punibilità
Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648 ter Codice Penale) Reclusione da 4 a 12 anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000 Non punibilità
Autoriciclaggio (art. 648 ter. 1 Codice Penale) Reclusione da 2 a 8 anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000 Non punibilità

NB: Gli effetti premiali vengono estesi ai concorrenti nel reato (es.: consulenti).

Voluntary Disclosure Bis – Conclusioni

Si può affermare come, in tema di Voluntary  Disclosure, il contribuente si trovi dinnanzi ad un “trivio comportamentale”:

  1. Mantenimento degli asset all’estero autorizzando la risposta dell’intermediario con le seguenti conseguenze:
    – Determinazione analitica dei redditi generati dagli asset esteri e liquidazione delle imposte sui redditi (IRPEF ed imposte sostitutive se applicabili) e patrimoniali (IVAFE);
    – Compilazione dei quadri RW, RM e RT del modello UNICO per ogni anno.
  2. Rimpatrio fisico (mediante trasferimento su una Banca residente, con o senza intestazione fiduciaria) in relazione al quale le attività finanziarie saranno soggette agli ordinari obblighi comunicativi da parte degli intermediari e questi ultimi si occuperanno degli adempimenti fiscali, in qualità di sostituto d’imposta, connessi alle attività emerse.
  3. Rimpatrio giuridico. Gli asset vengono mantenuti, come banca depositaria, all’estero trasferendo gli stessi nell’ambito di un mandato conferito ad una fiduciaria residente. A seguito della scelta di questa opzione, le attività finanziarie saranno soggette agli ordinari obblighi comunicativi da parte degli intermediari e le fiduciarie si occuperanno degli adempimenti fiscali, in qualità di sostituto d’imposta, connessi alle attività emerse. Tale soluzione risulta, inoltre, l’unica esperibile in relazione ad eventuali asset di natura immobiliare.