Calendar spread some lo S&P 500 tramite l’ETF SPY attraverso le opzioni sfruttando la volatilità esplicita monitorata dall’indice VIX.

L’indice VIX, il cosiddetto indice della paura, sta attraversando una fase di “magra” da un punto di vista delle quotazioni, dopo il picco che ha portato lo stesso a ridosso dei 27 punti in seguito al referendum Brexit a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Indice VIXRicordiamo che il VIX è l’indice della volatilità implicita del mercato azionario americano S&P 500, in poche parole esso misura lo stato emotivo degli operatori del mercato e dà un’indicazione riguardo le aspettative future dello stesso.
In particolare quando il nervosismo tra gli operatori cresce tale indice VIX aumenta di valore, viceversa quando la situazione è tranquilla le sue quotazioni diminuiscono.

Ciò si traduce nel fatto che quando si verificano forti ribassi del mercato azionario l’indice VIX aumenta vertiginosamente mentre quando il mercato azionario è stabile o procede a rialzo “tranquillamente” esso diminuisce.

Indice VIX e la strategia del Calendar Spread

Per “tradare” direttamente tale indice esistono diversi strumenti quali il VX future oppure la quotazione ETF VXX.

Un modo per operare indirettamente, invece, è quello di costruire ad esempio una strategia in opzioni vega positiva, ovvero che trae beneficio dall’aumento della volatilità implicita, su SPY – cioè l’ETF sull’indice S&P 500.

Tale strategia, che prende il nome di calendar spread, consiste nel vendere una opzione put oppure una call ad una scadenza, io in genere prediligo scadenza almeno di due mesi, e comprare un’altra opzione a quattro o cinque mesi.

Lo strike da scegliere è uguale per le due opzioni e generalmente coincide con il valore di quotazione attuale del sottostante (opzioni atm). Un movimento laterale di SPY e un aumento della volatilità implicita e quindi del VIX portano in profitto la strategia.