Trading in oro: diversi strumenti a disposizione del trader

Come tutte le materie prime, anche l’oro ha dei trend molto importanti caratterizzati da rotture di livelli significativi e  partenze decise al rialzo o al ribasso.

La fase discendente in atto da agosto di quest’anno ha rallentato la sua intensità, in particolare considerando Gld, ovvero l’etf sull’oro, dal grafico si evince come il raggiungimento di quota 107 rappresenti apparentemente un supporto da cui le quotazioni possano ripartire. Tuttavia è ancora piuttosto presto per poterlo dire, ma la spinta decisa rialzista messa a segno nel corso delle sedute successive sembra dare il la per assumere posizioni long.

 

L’articolo di oggi è finalizzato ad esaminare le varie alternative offerte per poter sfruttare a proprio vantaggio tale situazione.

Il primo modo che andiamo ad esaminare è quello più intuitivo e più lineare possibile, ovvero si entra long direttamente sul future sull’oro, il cui ticker è GC, sperando in un break rialzista che possa confermare l’inizio del trend crescente. Tale operazione implica però certi rischi, non alla portata di tutti, soprattutto per un trader retail il cui conto è di poche migliaia di euro.

Il future continuous sull’oro, che attualmente quota 1172 dollari, ha un moltiplicatore pari a 100, ciò significa che il controvalore che muove ogni singolo contratto ha un importo di 117200 dollari! Per aprire una posizione su questo strumento i vari broker richiedono una marginazione molto ridotta rispetto al valore del contratto, ad esempio circa 5000/5500 dollari.

C’è da dire che il mantenimento di una posizione del genere in overnight è sconsigliata, dunque un’alternativa è quella di assumere una posizione in spread andando simultaneamente ad acquistare e vendere due differenti scadenze sul medesimo sottostante. Così facendo si riduce di molto la marginazione richiesta dal broker, grazie al fatto che le due posizioni compensano in parte l’esposizione, ad ogni modo le violente accelerazioni che possono interessare il sottostante in questione, implicano talvolta ingenti perdite anche per chi ha assunto posizioni in spread, risulta pertanto basilare una corretta gestione del rischio della posizione. Si possono tuttavia trovare i contratti mini, sempre sull’oro, che hanno un valore punto di 50 dollari quindi la metà di quello standard, fino ad arrivare al contratto micro in cui il controvalore è ridotto 10 dollari per punto. Le soluzioni che si possono poi trovare nel mercato OTC, contemplano i CFD  (contract for difference) la cui misura può spingersi anche fino ad un centesimo della stazza del contratto GC standard, tuttavia i costi di transazione, in termini di differenza bid ask, richiesti per l’impiego di questi strumenti non sono indifferenti.

Mercato oro, utilizzo delle opzioni per il trading

La situazione prospettata pocanzi dal grafico, può costituire uno spunto per il trading, attraverso l’utilizzo delle opzioni. Molteplici sono le soluzioni offerte da questo utile e versatile strumento, in particolare volevo porre l’attenzione su due strade che si possono percorrere.

La prima prevede la costruzione di un vertical spread di tipo debit, sull’etf Gld, attraverso l’acquisto di un’opzione call scadenza febbraio con strike leggermente out of the money e vendita di uno strike più otm. Ad esempio acquistando una call strike 113 e vendendo strike 116, si ottiene una strategia che prevede un massimo rischio pari al costo della strategia che in questo caso è di circa 90 dollari e un guadagno massimo di 210. L’inconveniente di quando si acquistano opzioni, sta nell’erosione temporale del premio delle stesse, dunque si potrebbe scegliere la scadenza di marzo al fine di avere un minor theta negativo contrario, in questo modo si dovrà sborsare un maggior costo per l’intera struttura.

La seconda scelta, quella più utilizzata dai trader in opzioni, è quella di costruire un credit spread con le put. In questo caso si andrà a vendere una put ad un determinato strike e si acquisterà un’altra put con uno strike price più basso, si incasserà dunque un importo pari alla differenza tra i due premi.

Nel caso in questione, la scelta ricade sulla scadenza di aprile 2017, la put venduta ha strike 105 dollari, che si trova sotto il supporto dei 107, mentre quella acquistata 100. Il premio che si va ad incassare è di circa 60 dollari mentre il rischio massimo è di 440. Ovviamente si esce prima in stop o si aggiusta la posizione qualora il trade ci giri contro. Una condizione di lateralità di Gld, oppure nel caso di partenza al rialzo, porterebbe in guadagno la strategia che può essere chiusa prima della scadenza con un profitto del 50/60% dell’incasso.

Due sono sostanzialmente le motivazioni che mi spingono ad optare per la seconda strada, la prima perché intendo avere il theta a favore quindi guadagnare al passaggio del tempo, la seconda di natura prettamente tecnica in quanto la costruzione di un debit spread sarebbe più opportuna, a mio modo di vedere, qualora vedessi un deciso rialzo del sottostante che mi faccia pensare all’inizio di una fase rialzista più solida.