Il mercato azionario americano, continua in maniera, seppur lenta, ma inesorabile, in un rialzo che spinge le quotazioni verso nuovi massimi. Se consideriamo l’indice azionario S&P 500, vediamo che la salita non ha subito forti scossoni da quando il presidente Trump si è insediato nella casa bianca e al momento non si intravedono quei presupposti, tali da determinare un’inversione di tendenza quantomeno nel breve periodo.

Mercati azionari e trend positivi

Il grafico è di Spy, ovvero l’etf sull’indice americano, da come si può vedere, la fase di rialzo è confermata anche dalla tenuta dei prezzi al di sopra delle medie mobili.

Come osservato anche in precedenti articoli, la situazione di stabilità evidenziata è  accompagnata da una volatilità molto contenuta, sintomo di una situazione di tranquillità che caratterizza gli operatori del mercato. Di seguito viene riportato il grafico del Vix dell’ultimo anno di contrattazione.

Quanto detto prima è rispecchiato nelle quotazioni di tale indice, che negli ultimi mesi è riuscito ad arrivare sotto quota 10, livelli molto bassi che non si registravano dagli anni precedenti la grande crisi del 2008. Un picco del Vix si è riscontrato nell’ottobre 2016 in concomitanza delle elezioni americane che hanno visto “schizzare” l’indice della paura  sopra i 20 punti.

In un contesto simile, il contango che caratterizza i contratti futures sul Vix, continua a permanere e ciò costituisce la conferma ad una situazione di stabilità, si è già avuto modo di parlare dell’effetto contango dei contratti futures in vari articoli, come ad esempio nell’articolo Mercati azionari e Vix, uno strano fenomeno.

Mercati azionari e scelte di investimento

Alla luce delle considerazioni fatte, quali sono le scelte di investimento che possono essere effettuate in contesti simili? Beh, le risposte a questa domanda possono essere molteplici, per prima cosa c’è da dire che qualsiasi decisione dipende sempre dalla propensione al rischio di ciascun soggetto, dalla visione futura che ha sul mercato e dall’orizzonte temporale della propria operatività. Personalmente non amo il trading intraday per via della difficoltà maggiore, a mio avviso, nel prevedere  i movimenti di breve periodo, dunque il mio orientamento è di più ampio respiro.

In mercati che non mostrano eccessiva volatilità, come quello statunitense, l’impiego delle opzioni risulta essere una valida scelta in un’ottica di crescita stabile, del proprio capitale, e con drawdown contenuti. Infatti si possono costruire strategie che traggono profitto da movimenti laterali, come vertical spread di tipo credit o iron condor, ovvero costituiti dalla somma di due vertical, uno lato call e uno lato put.

Anche la combinazione tra sottostante e opzioni sembra essere una buona scelta, potendo costituire un mezzo che permette di trarre beneficio dall’aumento del titolo e da una persistente fase di lateralità, ne è un esempio la covered call e il collar strategy.

Infine un tipo di strategia adottata da molti traders, soprattutto in America, è volta a sfruttare a proprio vantaggio l’effetto contango che affligge i contratti futures, così come spiegato in vari articoli, Etf Vxx: una strategia sempre short, si ma… attenzione! e Trading di volatilità, diverse strategie. In questo modo si ha la possibilità di avere sempre dalla propria parte la probabilità, stando sempre attenti a coprire le posizioni in essere, in maniera tale da evitare forti perdite di capitale dovute a enormi picchi di volatilità che possono incorrere in talune occasioni (vedi agosto/settembre 2011, agosto 2015).