Le quotazioni dell’oro non accennano ad aumentare con i mercati azionari che segnano nuovi massimi.

Prosegue senza sosta la discesa del metallo giallo a ridosso di area 1156 dollari per quel che concerne il future scadenza dicembre, con le quotazioni che continuano a fare nuovi minimi di periodo,  a differenza dei mercati azionari che segnano massimi assoluti sulla scia dell’effetto Trump dopo la sua elezione. Ad incidere ulteriormente in maniera negativa sui prezzi, sono i tassi d’interesse dei titoli del Tesoro Usa vicino ai massimi e l’atteso innalzamento in settimana dei tassi d’interesse ad opera della FED.

Il seguente grafico riporta le quotazioni dell’etf sull’oro GLD che mostra come la fase ribassista in atto ha portato lo stesso da quota 130 punti di agosto 2016 ai 110 attuali, un ribasso molto significativo che sfiora i 16 punti percentuali.

Da come si può osservare il movimento discendente prosegue e non sembra lasciar pensare, almeno per quello che si può interpretare, che possa invertire la propria tendenza.

Come sfruttare a nostro vantaggio tale situazione?

Quando si parla di trading le soluzioni sono diverse, infatti è possibile implementare delle strategie utilizzando direttamente il sottostante, ad esempio mediante l’impiego del future sull’oro (GC), andando ad operare direzionali o in spread, tuttavia ciò implica un certo impegno soprattutto a livello di marginazione che potrebbe risultare alquanto impegnativa per quei conti non molto capitalizzati. Una valida alternativa è offerta dai CFD.

I CFD, acronimo inglese di contract for difference, sono dei derivati la cui quotazione è legata, appunto deriva, dal prezzo di un determinato strumento chiamato sottostante. Essi sono molto diffusi poiché danno la possibilità di poter tradare qualsiasi azione, valuta o future con dei controvalori elevati. C’è da dire che sono degli strumenti over the counter quindi prodotti dai diversi market maker presenti sul mercato e non hanno una quotazione ufficiale, inoltre sono caratterizzati dalla presenza di bid ask spread poco “amichevoli” in quanto il differenziale tra prezzo in acquisto e prezzo di vendita rappresentano il guadagno del broker che li tratta, sono adatti pertanto per una operatività multiday.

Trading sull’oro: utilizzo di diversi strumenti in particolare combinando opzioni con il sottostante.

Tornando al caso in esame si può implementare una strategia attraverso uno strumento a me molto caro, ovvero le opzioni. Anche in questo caso le strade che si possono percorrere sono molteplici, infatti si possono acquistare direttamente delle put sullo stesso strumento GLD scegliendo una scadenza di almeno 3 mesi, oppure qualora si intenda spendere di meno alla put acquistata se ne aggiunge un’altra venduta costruendo in tal modo un vertical spread.

Il problema che si ha quando si acquistano opzioni è il passaggio del tempo che va ad erodere il premio dello strumento comprato, dunque se si vuole ottenere un profitto bisogna essere piuttosto precisi nella previsione. Non a caso i traders in opzioni nella maggior parte delle volte vendono le stesse o comunque montano strategie theta positive.

Quello che vado ad esporre prevede l’utilizzo combinato delle opzioni e del sottostante, in particolare si va a vendere l’etf GLD e la put scadenza marzo 2017 strike 106. La posizione è ribassista, tuttavia la vendita dell’opzione “mitiga” in parte l’esposizione verso il basso poiché si incassa un premio di circa 170 dollari, mentre il sottostante viene “shortato” a 110.7, il margine richiesto dal broker, nella fattispecie in esame Interactive Brokers, è di circa 3300 dollari. Come gestire la posizione? La prima risposta è fornita dal grafico, infatti in questo caso si cerca un ribasso immediato che porterebbe in guadagno il trade. Dunque si può pensare di chiudere in profitto se il sottostante arriva a 106, invece si esce in stop se si supera a rialzo quota 114, tuttavia tale decisione dipenderà da vari fattori che saranno valutati dal trader.