Mercati finanziari: approccio errato dei traders su vari mercati tra cui forex e opzioni binarie

Una delle cose più comune a tutti i trader che si avvicinano al mondo dei mercati finanziari, è l’idea del “guadagno facile” e della possibilità di potersi creare una rendita con estrema facilità. Il risultato di tale ragionamento ahimè è sotto gli occhi di tutti con le statistiche che parlano di una percentuale di insuccesso estremamente elevata. La domanda che spesso ci si chiede allora è, come mai tanta gente prova a fare trading se poi 9 su 10 falliscono sistematicamente perdendo soldi?

Beh senza dubbio l’idea che si possa produrre denaro senza fatica standosene comodamente davanti un pc è allettante, però purtroppo le cose non vanno nel modo che molti si aspettano e vorrebbero. La prima causa di insuccesso di molte persone è la mancanza di preparazione, infatti la semplicità con la quale si può operare sui mercati permette a chiunque di approcciare gli stessi senza un adeguato livello di studio e soprattutto senza aver operato per almeno 3 o 4 mesi con un conto demo. Infatti molti dimenticano questo aspetto in quanto la demo non trasmette quella “adrenalina” che invece si percepisce quando si mettono sul piatto soldi veri, di conseguenza il trader alle prime armi finisce col subire perdite che lo allontanano immediatamente.

La seconda causa, che poi è una conseguenza della prima, è l’incapacità del trader di saper distinguere il vero dal tremendamente fasullo, mi riferisco alla pubblicità ingannevole che si trova sparsa qua e la sul web ad opera di fantomatici broker che promettono guadagni stratosferici a doppia cifra percentuale mensile ma che in realtà non sono in grado assolutamente di ottenere e il loro unico scopo è quello di far aprire un conto con loro al malcapitato di turno. Ormai se ne trovano a “bizzeffe” di offerte del genere soprattutto nel mercato del forex o delle opzioni binarie.

Trading online: i diversi time frame usati

Quello su cui intendevo focalizzare l’attenzione è il time frame che si intende seguire quando si opera sui mercati e quindi quale orizzonte temporale si sceglie quando si mette a mercato un trade. La maggioranza dei trader retail è propensa a operare, soprattutto quando è alle prime armi, seguendo grafici con candele di pochi minuti se non addirittura a un minuto, questo perché operando a brevissimo periodo c’è l’idea di poter conseguire un profitto in breve tempo, di contro però c’è la possibilità di ottenere una perdita con altrettanta facilità. Una delle tecniche largamente diffuse quando scoppiò la “febbre” del trading online fu lo scalping, dove bravi operatori riuscirono a ottenere profitti stratosferici nel giro di poco tempo, il problema è che le performance del genere non hanno avuto vita lunga e soprattutto sono state accompagnate da dei draw down a dir poco esagerati. C’è inoltre da dire che con l’avvento degli high frequency trading, cioè dei costosissimi software di trading di banche d’affari in grado di poter effettuare operazioni sul filo dei millesimi di secondo, hanno complicato tantissimo la vita degli scalpers più accaniti che a poco a poco hanno dovuto modificare il loro modo di operare al fine di poter sopravvivere sui mercati.

A mio modo di vedere l’approccio più corretto per chi inizia con il trading, non significa che gli altri siano sbagliati, è quello di analizzare il mercato in maniera meno frenetica cercando di alzare il time frame e operare con un orizzonte temporale più lungo ad esempio di qualche giorno o settimana impiegando strumenti quali le opzioni combinandole con il sottostante per ridurre la volatilità dei rendimenti, o implementando strategie in spread tra due strumenti, quali azioni futures valute.