La classica domanda di chiunque si avvicina per la prima volta al trading, ovvero quanto si guadagna? In quanto tempo? Quale capitale iniziale?

Sicuramente è molto bello poter immaginare un’attività che in poco tempo e senza sforzo ci faccia guadagnare bei soldi, o per usare un’espressione che oggi va molto di moda, si possa raggiungere “la libertà finanziaria”, ma andiamo per ordine. Personalmente credo che il trading debba essere approcciato in maniera professionale, ovvero con la consapevolezza di quelli che sono le reali possibilità e soprattutto gestendo il rischio nella maniera migliore.

Trading e concetto di rischio

Già il rischio, purtroppo molto spesso trader neofiti, iniziano ad operare sui mercati, cercando sempre di mettere a segno il colpaccio, ovvero puntando a massimizzare il guadagno senza chiedersi nemmeno quali rischi corrono. Basti pensare agli innumerevoli forex broker “farlocchi” che attirano l’attenzione di ignari aspiranti trader, pubblicizzando la loro piattaforma che offre una leva 1:100, o 1:200 e in alcuni casi 1:1000, assicurando praticamente l’azzeramento del capitale di chi apre il conto.

Negli ultimi anni, è cresciuta in maniera esponenziale la diffusione delle opzioni binarie, tema che avevo già affrontato nell’articolo opzioni vs opzioni binarie, dove personalmente ritengo impresa assai ardua guadagnare con una certa regolarità.

La prima cosa che ciascun trader deve tenere a mente quando inizia ad operare, è che sta affrontando un percorso che lo porterà a formarsi e crescere costantemente, quindi avrà necessità di continuo studio, continuo adattamento al mutare delle condizioni di mercato.

Guadagni reali nel trading

Ma veniamo alla prima domanda. Tempo fa, ho ricevuto un messaggio da un tizio che era nuovo al trading, chi mi ha proprio fatto questa domanda, ovvero quali sono i guadagni che si possono ottenere da questa attività.

La prima cosa che conta è l’esperienza, infatti più tempo si è sui mercati, più si conoscono le dinamiche che governano gli stessi e dunque si ha una maggiore capacità di gestione di tutte le situazioni che via via si presentano.

Seconda cosa da tenere in considerazione è la performance in termini percentuali che si può ottenere, terzo il capitale a disposizione. Diciamo che normalmente chi fa trading non opera con tutto il capitale di cui dispone, infatti deciderà in che misura destinare all’attività di trading. Anche qui bisogna vedere qual è l’operatività del soggetto, infatti se opera solo in intraday ad esempio su futures, destinerà una percentuale piuttosto bassa, in genere un 20/25%, altrimenti la percentuale salirà. Si può arrivare a un 50, 60, o 70% se si decide di operare multiday, ad esempio con le opzioni o in spread. Ora la domanda che più interessa, ovvero quali sono i guadagni. Come accennato anche prima, la cosa che conta di più è il rischio, inteso in termini di drawdown, che non deve mai andare oltre una certa soglia, al fine di salvaguardare lo stato psicologico, o anche detto capitale psicologico, del trader. Quanto alla performance, alla stregua di ogni attività imprenditoriale, nel primo anno di attività sarebbe già un buon risultato chiudere in pari o andare leggermente in guadagno. A partire dal secondo anno l’obiettivo è quello di stabilizzarsi intorno a un 30/35% l’anno sul capitale a disposizione, che è un ottimo risultato, ovviamente tale percentuale dipenderà molto dal rischio che ci si vuole assumere, in quanto può aumentare o diminuire. Se un soggetto inizia con un capitale di 5000€, ovviamente potrà ambire ad una performance in termini percentuali ben più alta.