Futures sulle materie prime, beneficio in termini di diversificazione

Tra le cose più importanti da tenere a mente quando si fa trading, è quella di monitorare l’intero portafoglio, al fine di gestire al meglio le varie posizioni, dunque definire in anticipo il limite massimo di perdita sopportato, ovvero il drawdown, il take profit, la size, cioè quanto capitale allocare su una singola posizione e tante altre accortezze che fanno la differenza nel lungo periodo. Una di queste, è senza dubbio quella di costruire delle posizioni non troppo correlate tra loro, infatti il rischio di operare su strumenti come etf, è proprio quello di non diversificare abbastanza a livello di mercati.

Nell’articolo di oggi volevo mostrare che inserire qualche operazione avente come sottostante futures sulle materie prime, possa consentire di ampliare la propria diversificazione grazie a posizioni decorrelate tra loro e sfruttare una particolarità tipica del mercato delle commodities, ovvero la stagionalità.

Tale argomento, merita un’attenzione particolare, in quanto le tendenze stagionali risultano essere un aspetto di natura fondamentale piuttosto efficace. La forza della stagionalità, è giustificata dal fatto che in determinati periodi dell’anno, taluni fattori possono incidere fortemente sulla domanda da parte del mercato di una materia prima, uno di questi è senza dubbio il clima, infatti in inverno con il freddo, aumenta la richiesta di combustibile destinato al riscaldamento e dunque anche il suo prezzo. Lo scopo dei traders che sfruttano i comportamenti stagionali delle materie prime, è quello di entrare a mercato in determinati periodi dell’anno, dopo aver individuato un pattern di analisi tecnica che possa validare un ingresso in posizione, e uscire quando raggiungono il loro profitto.

Commodities e stagionalità, un esempio pratico

L’analisi di oggi è sullo zucchero, in particolare descriverò l’entrata a mercato sui suoi futures tramite un’operazione in spread, volta a cavalcare una tendenza stagionale. Il trade in questione è di tipo intramarket, ovvero ha per oggetto futures sulla stessa materia prima, ma con scadenze differenti. Coloro che operano sulla base delle stagionalità, si avvalgono di tools offerti da due siti che sono il punto di riferimento, ovvero il Moore Research e da qualche anno a questa parte Seasonalgo. Tramite essi, è possibile avere, con un abbonamento mensile, a disposizione un database che mostra le varie tendenze sui singoli contratti futures e sugli spread che ripetutamente si verificano durante l’anno.

Andiamo ora ad analizzare l’operazione messa a mercato qualche giorno fa

 

 

Il grafico di sopra, mostra appunto l’andamento dello spread nell’ultimo anno, la fascia gialla rappresenta la finestra stagionale. La cosa che ci tengo a sottolineare, è che per questo tipo di trades non è sufficiente la sola stagionalità a validare un ingresso in posizione, ma è SEMPRE l’analisi del grafico a dirci se entrare o meno. L’entrata a mercato è avvenuta in quanto si è verificata una divergenza tra il grafico dello spread e l’RSI, come mostrato dai due segmenti rossi tracciati, in questo tipo di operazioni questo segnale risulta essere molto affidabile e al momento sembra in linea con la stagionalità.