Segnali operativiI Segnali Operativi di trading sono suggerimenti aventi per oggetto strumenti finanziari destinati a traders e investitori, finalizzati a fornire delle indicazioni sul modo in cui effettuare operazioni di borsa. In particolare, i Segnali Operativi hanno per oggetto titoli come azioni, materie prime, cambi valutari, obbligazioni o fondi.
Tramite i Segnali Operativi si indicano diverse tipologie di informazioni, attinenti l’entrata in posizione (effettuazione di una certa manovra quando si opera su un determinato mercato) su ogni singola operazione. Infatti ogni volta che si compie una trade è bene tenere conto dei seguenti fattori.

  1. Perché entrare in posizione, ovvero quali sono i motivi che ci spingono ad effettuare una certa operazione. Normalmente ciò avviene perché si verifica un valido segnale di analisi tecnica.
  2. Come entrare in posizione, dunque impostare determinati set up come il prezzo di ingresso a cui farsi eseguire, o il tipo di ordine da inserire nella piattaforma.
  3. Gestione della posizione. Una volta dentro è bene definire tutte le mosse che bisogna attuare al fine di ottenere una gestione ottimale del trade.

Per prima cosa, è importante stabilire il livello massimo di perdita che si è disposti a sopportare. Tuttavia, ciò non significa che ogni volta che le cose non vanno come sperato, bisogna arrivare allo stop loss prima di chiudere la posizione. Infatti tale scelta rappresenta “l’ultima spiaggia” da seguire per poter limitare i danni, senza che si incorra in perdite sproporzionate in relazione al capitale.

Il ragionamento su esposto risulta essere ancora più stringente, nel campo del trading sistematico.
Infatti, quando si parla di trading system, tutta l’operazione di trading, dal set up di ingresso alla gestione della posizione, viene automatizzata in appositi programmi, che ci indicano tutte le mosse che bisogna seguire, mettendo da parte qualsiasi tipo di comportamento discrezionale. Tutto ciò avviene sulla base di backtest, ovvero si testa sul passato quali risultati abbia ottenuto una determinata strategia.
Che si tratti di trading meccanico o trading discrezionale, la cosa che conta di più quando si approccia tale attività in maniera professionale è la stabilità dei profitti. Infatti uno degli errori più comuni che si commettono, soprattutto dai neofiti, è quello di concentrarsi sull’entità dei guadagni, ovvero cercare di ottenere una performance percentuale più alta possibile, tralasciando un aspetto fondamentale, vale a dire la regolarità dei rendimenti.
Quasi sempre rendimenti percentuali molto elevati o sono frutto del caso, o non sono veri, o comunque possono essere ottenuti in circostanze eccezionali e pertanto non replicabili sul lungo periodo.
 

Operatività dei Segnali Operativi

Il grosso dell’operatività che normalmente implementiamo è concentrata attorno alle opzioni, etf, futures, CFD e forex. Lo stile di trading scelto si basa su un approccio multiday, che riteniamo molto meno stressante e meno difficile da gestire rispetto ad una operatività veloce intraday, dove la reattività e la capacità di gestione delle proprie emozioni risulta sicuramente più impegnativa da governare.

– Portafoglio opzioni più etf

Il servizio prevede un report settimanale con l’analisi dei principali mercati sui quali andare ad montare strategie con le opzioni ed etf. Talvolta, a seconda dei casi, possono essere implementate strategie direzionali con determinati cambi valutari.
Buona parte dell’operatività è concentrata attorno agli strumenti quali etp, correlati all’indice Vix. Infatti la cosa principale da ricercare quando si opera, è quella di avere le probabilità a proprio favore, o come dicono gli americani bisogna avere un edge statistico.
Come spiegato in diversi articoli contenuti nel blog, ad esempio Volatilità e mercati azionari: Vix vs S&P 500, o l’articolo Trading di volatilità, diverse strategie, si può sfruttare a proprio vantaggio un elemento tipico di questi strumenti, ovvero la conoscenza deterministica del trend di lungo periodo. Un bel vantaggio, no? Molto importante, per questo tipo di operatività, è quello di fare un corretto timing e capire quando è il momento di entrare, di uscire dal mercato, oppure rimanere in posizione con le dovute accortezze.
Durante il corso della settimana, possono essere effettuati degli aggiornamenti riguardo le varie posizioni in essere.
Per quanto concerne le opzioni, la strategia dominante è la covered call che può essere tramutata in un collar, definendo in tal modo un livello massimo di perdita. La strategia consiste nel possedere un titolo azionario e vendere ogni settimana un’opzione call scritta sullo stesso. In questo modo si cerca di incassare tanto più premio possibile in modo da crearci una vera entrata settimanale. Ovviamente la strategia ha bisogno di essere gestita al meglio, al fine di ridurre il rischio ad un livello accettabile, in tal caso vengono implementate strategie difensive aventi appunto lo scopo di mitigare le eventuali perdite che si possono subire.

Facciamo un esempio chiarificatore.
Innanzi tutto la scelta del sottostante è basilare, infatti nella covered call o collar, è bene che il sottostante non si muova molto e i migliori strumenti sui quali lavorare a nostro avviso risultano essere gli etf sui mercati azionari americani come Spy (che replica l’indice Standard & Poor’s 500), piuttosto che Iwm (indice Russell), Dia (Dow Jones), o QQQ (Nasdaq).
In questo tipo di posizioni il rischio deriva dall’essere long sul sottostante e pertanto un crollo delle quotazioni, porterebbe in perdita la struttura. A tal proposito esistono dei modi per coprirci da tale eventualità andando ad utilizzare determinati strumenti e costruire strategie.
La costruzione del portafoglio delle posizioni deve essere tale da consentire al meglio la gestione del rischio complessivo, verranno a tal proposito inserite ulteriori operazioni su opzioni aventi sottostanti differenti e poco correlati tra loro, come futures su valute o materie prime.
La maggior parte delle posizioni si basa sulla vendita di opzioni, come vertical spread di tipo credit, ma talvolta si procede con strategie in acquisto sia per fini speculativi che per finalità di copertura.
Cosa molto importante da tenere conto su determinati sottostanti, è l’importanza dell’entrata in posizione, soprattutto per opzioni aventi come sottostanti futures su materie prime: è bene fare opportune considerazioni al fine di evitare di incappare in perdite troppo elevate rispetto al capitale a disposizione.

– Spread trading su materie prime

plus500Il mercato delle materie prime ha delle peculiarità davvero interessanti, innanzi tutto le singole commodities costituiscono un’ottima soluzione per la diversificazione del proprio portafoglio. Infatti, attraverso le diverse posizioni su tali strumenti, è possibile costruire delle strategie incorrelate o poco correlate.
Il vero vantaggio, a nostro avviso, di tale mercato, consiste nel comportamento sistematico che si osserva sui singoli contratti futures e soprattutto selle posizioni in spread. Infatti, come spiegato anche nella pagina dedicata alle materie prime, partendo dalle tendenze stagionali si possono andare ad implementare delle strategie, in modo tale da trarre un vantaggio da questi comportamenti ciclici e sistematici.
Ad esempio, è noto che una singola materia prima, o uno spread tra due materie prime, o ancora uno spread tra futures sulla stessa materia prima ma con scadenze diverse (calendar spread o intramarket spread), si comporti in una determinata maniera in un certo periodo dell’anno, ovvero aumenta di prezzo o diminuisce.
Sulla base di questa importante informazione si potrà andare a strutturare il trade cercando di entrare ad inizio stagionalità e uscendo alla fine.
Ovviamente la sola informazione della finestra stagionale, non è in grado da sola a validare un’entrata in posizione, dovrà sempre essere il grafico a dirci se entrare o meno.
Nell’implementare tale operatività si ricorrerà a strumenti quali futures, opzioni etf e CFD.

Per quanto riguarda quest’ultimi, riteniamo che siano un valido strumento che consente di poter effettuare delle operazioni anche su sottostanti che hanno un controvalore dei contratti futures molto elevato.
Infatti i CFD, ovvero contratti per differenza, sono dei derivati che permettono di operare su tutti gli strumenti quali azioni, valute, materie prime, titoli obbligazionari, pur non possedendo direttamente il sottostante e l’eventuale guadagno o perdita viene calcolato in base ai movimenti del sottostante stesso.
Nell’operatività con le materie prime, risultano essere molto utili soprattutto per le posizioni scoperte su una determinata materia prima e sugli spread intermarket, ovvero quelli che prevedono il simultaneo acquisto e vendita di due contratti futures su materie prime differenti.

Le tendenze stagionali sono riportate su due siti, che rappresentano il punto di riferimento per chi opera in maniera stagionale sulle materie prime, vale a dire Moore Research e Seasonalgo. Quest’ultimo è quello che preferiamo di più in quanto permette maggiori funzionalità, ha una grafica migliore ed è più completo.
Nel servizio andremo ad inserire gli spread più interessanti e promettenti.

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