trading di volatilità: caratteristiche del Vix e del Vxx

La prima cosa che un trader/investitore impara, o gli viene insegnata, quando si avvicina al mondo dei mercati finanziari, è l’importanza di seguire il trend di un determinato sottostante e quindi non mettersi mai contro di lui, anche se esistono delle tecniche finalizzate a catturare dei movimenti in controtendenza di breve periodo.

In un recente articolo si era parlato dell’indice Vix e della sua correlazione negativa con i mercati finanziari, in particolare con lo S&P 500. Oggi si pone l’attenzione sul suo “fratello minore”, ovvero il Vxx. Quest’ultimo è un etn, il cui scopo è quello di replicare l’andamento del Vix stesso attraverso il continuo acquisto dei futures Vx. Il meccanismo di funzionamento di un etn è simile a quello degli etf, tuttavia mentre nel secondo caso trattasi di un fondo a gestione passiva, dove il gestore fisicamente investe il denaro raccolto negli asset oggetto di replica, nel primo caso si ha uno strumento simile ad un titolo obbligazionario, in cui il gestore non investe i soldi in alcun asset. Di conseguenza nel caso degli etn, incorre in capo all’investitore il rischio di fallimento della controparte, cosa che invece non avviene per gli etf.

Gli etn, si possono negoziare come qualsiasi titolo azionario negli orari di contrattazione, ma a differenza di quest’ultimo i compratori di Vxx non hanno diritto ai dividendi a fine anno, in quanto lo stesso non rappresenta una società quotata. Spesso chi lo acquista ha lo scopo di assicurarsi contro improvvisi e violenti crolli dei mercati azionari. Di seguito il grafico del Vix:

 

 

e del Vxx:

 

 

Da come si può evincere nel primo caso l’indice non ha un trend definito, ovvero è caratterizzato dall’assenza di direzionalità, infatti non si notano massimi e minimi crescenti o decrescenti che normalmente caratterizzano determinati titoli.

Analizzando invece attentamente la situazione del Vxx, sebbene sia strettamente correlato al Vix, ci si rende subito conto di una caratteristica molto importante,  ha un trend di fondo negativo e lo si può vedere ancora meglio nel grafico a 5 anni:

 

 

Perché l’etn perde sempre valore? Il motivo principale è da ricercare nel suo strumento di riferimento, vale a dire il Vix. Tale indice non può essere impiegato direttamente per operazioni di trading, occorre utilizzare il suo future e cioè il Vx . Prima di proseguire è bene fare una precisazione.

Contratti futures e contango

I contratti futures, sono degli strumenti che appartengono alla categoria dei derivati e permettono ad un operatore di poter negoziare diversi sottostanti quali indici azionari, materie prime, valute, azioni, indici di volatilità. In particolare l’acquisto implica l’obbligo di comprare ad una determinata scadenza una definita quantità di uno strumento ad un certo prezzo stabilito al momento dell’acquisto, viceversa il venditore del future assume l’obbligo di vendere un quantitativo, che può essere una materia prima, un indice azionario, una valuta ecc, ad una scadenza ad un certo prezzo. Tali strumenti possono essere utilizzati con finalità speculative o di copertura da rischi.

Essi sono negoziabili su diverse scadenze, infatti normalmente hanno una quotazione su ogni mese. Di norma il prezzo aumenta all’aumentare della scadenza, se facciamo un esempio su un ipotetico future, marzo quota 100, aprile 110, maggio 120 e così via. In questo caso si dice che ci si trova in una situazione di contango.

Dunque anche il future Vx segue la stessa regola, in particolare quando c’è bassa volatilità sui mercati azionari. Il Vxx, come detto in precedenza, ha lo scopo di replicare l’andamento dell’indice Vix, per fare ciò i gestori del fondo assumono continuamente posizioni in acquisto sul future Vx. Tale operazione comporta, normalmente, una perdita dovuta al maggior prezzo che il future ha per le diverse scadenze e ciò incide nella quotazione del Vxx, pertanto è questa la ragione principale dell’andamento sempre negativo del suddetto strumento.

Trading sul Vxx: una strategia sempre short?

A questo punto qualcuno potrebbe pensare di aver trovato la chiave di volta per sbancare i mercati mettendosi sempre short sul Vxx dal momento che in media perde un 4% al mese. In parte tale ragionamento è veritiero, tuttavia è bene fare attenzione ad una cosa e cioè che quando i mercati azionari crollano, il Vxx aumenta di prezzo molto velocemente, non sono rari episodi di incremento della quotazioni a tripla cifra percentuale anche in poche sedute. Si può affermare che di regola sul lungo periodo una strategia del genere risulterebbe vincente, ma occorre gestirla in maniera accurata in quelle fasi di alta volatilità dove una posizione short sul Vxx manderebbe letteralmente in fumo interi conti di trading. Come ci si può difendere?

Esistono varie tecniche di money management a tal proposito, oppure si possono utilizzare delle opzioni per corprirsi da questi improvvisi e violenti spike di volatilità, o ancora combinando in spread i diversi strumenti sulla volatilità disponibili sul mercato, quali ad esempio Vxz, Xvz, Ziv, tanto per citarne alcuni.