Azionario americano, rallentamento fisiologico

Il mercato azionario statunitense da un po’ di sedute a questa parte, sembra essersi incagliato senza trovare quegli spunti rialzisti che lo avevano contraddistinto nei mesi addietro. Infatti, come ben visibile dal grafico seguente dell’etf Spy a un mese, i prezzi stanno congestionando in area 234, dai massimi del 16 marzo a quota 239.

 

La situazione di incertezza, evidenziata da alcune candele rosse alternate a candele verdi senza un preciso bias, ha fatto aumentare di qualcosa la volatilità . Se diamo uno sguardo all’indice Vix, possiamo vedere come nelle ultime sedute le quotazioni dello stesso siano leggermente cresciute portandosi a quota 13. Un livello decisamente basso se paragonato ai violenti spike che lo stesso ci ha abituato in passato.

 

 

Il grafico a due anni mostra appunto quanto detto, la cosa da tenere bene a mente è che le oscillazioni, ovvero gli aumenti di valore che può avere, possono essere a tripla cifra percentuale anche nel giro di poche sedute. L’ultimo grande picco, si è verificato nell’agosto del 2015, in particolare le quotazioni sono letteralmente esplose portandosi da 16,5 del 19 agosto a toccare un massimo di 53 il 24 per poi chiudere poco sopra i 40, dunque in 5 giorni un incremento superiore al 200% in così poche sedute!

In genere chi opera sull’indice Vix lo fa attraverso i suoi strumenti correlati, così come spiegato nell’articolo Trading di volatilità: il Vix e i suoi figli e nell’articolo Il Vix e i suoi figli (2a parte) andando a implementare strategie short di volatilità che beneficiano dell’effetto contango, ovviamente in questa situazione i venditori di vola avrebbero sofferto e non poco.

Futures sul Vix, il contango e la backwardation

L’effetto contango che contraddistingue tutti i futures e pertanto anche quelli sull’indice Vix, fa si che i contratti aventi scadenza più vicina hanno una quotazione più bassa di quelli con scadenza più lontana, infatti in virtù di tale circostanza sarebbe un pessimo affare mantenere una posizione long in maniera continuativa proprio per tale motivo. La situazione inversa al contango è la backwardation, caratteristica molto frequente in alcune tipologie di futures sulle materie prime, in virtù della quale le scadenze più vicine hanno una quotazione maggiore di quelle più lontane. Da cosa dipende questo fenomeno? Sostanzialmente quando la domanda di un certo future, è molto alta i prezzi salgono a tal punto che gli operatori sono disposti a pagare un prezzo maggiore, pur di possedere quel determinato sottostante. Nel caso dei futures sul Vix, la backwardation si verifica quando i mercati azionari crollano, le quotazioni dell’indice di volatilità schizzano alle stelle e di conseguenza la curva forward si inverte.

Il fenomeno che sta interessando la struttura a termine dei futures sul Vix in questi giorni, è proprio la presenza della backwardation, ma quello che risulta essere molto strano è che le quotazioni dello stesso sono molto basse. Infatti ciò è ben visibile sul seguente grafico

 

Davvero un fenomeno molto strano, come può essere interpretato? Che sia imminente un nuovo super crollo? Oppure una situazione molto rara che può verificarsi? Rispondere con certezza ad una domanda del genere non è dato saperlo, saranno le prossime sedute a suggerirne una risposta.