Situazione piuttosto euforica del nostro mercato, che finalmente rivede i 20000 punti dopo oltre un anno. Piccola battuta d’arresto per l’indice americano che dopo un’estenuante corsa al rialzo, ha leggermente ripiegato su se stesso portandosi  intorno ai 2340 punti, mantenendo tuttavia il trend positivo sul lungo periodo.

Volatilità dei mercati in leggero rialzo

La volatilità al momento viaggia su dei livelli davvero bassi, anche se nelle ultime sedute ha mostrato dei segnali di risveglio.

Come si può vedere la prima parte del 2017 è stata caratterizzata da una volatilità molto bassa, tipica situazione in un contesto di mercato azionario crescente.

La chiusura di ieri denota una situazione di incertezza, dove le quotazioni si sono spinte sino a 14, sopra la media mobile a 200 periodi, un livello decisamente elevato rispetto agli ultimi due mesi. La candela giornaliera presenta un corpo centrale molto piccolo e due shadow, ovvero ombre, molto pronunciate.

Se confrontiamo il grafico del Vix con quello di Spy, ovvero l’etf dell’indice S&P 500, si nota come anche quest’ultimo abbia chiuso ieri con una candela che denota una situazione di incertezza, ovvero un hammer.

Tale pattern potrebbe lasciar presagire un’inversione del mini trend ribassista in atto dal massimo del 1 marzo, qualora i prezzi si riportino sopra la chiusura di ieri, tuttavia al momento risulta più plausibile immaginare un rallentamento del trend rialzista.

Una delle caratteristiche più apprezzabili della volatilità, è quella di poter implementare delle strategie di trading attraverso appositi strumenti correlati al Vix, così come già affrontato in diversi articoli, ovvero il Vx future o i tanti etn sulla volatilità disponibili. Il più conosciuto è il Vxx, ovvero l’etn che è correlato all’indice Vix relativamente al breve periodo e il Vxz cioè lo strumento correlato sul medio periodo. La caratteristica di questi due strumenti è quella di perdere costantemente valore nel tempo, con rari ma grossi sbalzi verso l’alto, soprattutto per quanto riguarda il Vxx, così come descritto nell’articolo Trading di volatilità: il Vix e i suoi figli

Grazie ai suoi movimenti esplosivi verso l’alto nei momenti di panic selling nel mercato azionario, risulta essere un valido alleato per coprire portafogli long su azioni, tuttavia acquistare tale strumento per tenerlo in portafoglio per lungo tempo, è assolutamente sconsigliato per via della perdita inesorabile di valore a cui andrà incontro.

Trading di volatilità, vantaggi e svantaggi dello short

L’operazione preferita dai traders di volatilità, è quella di shortare questi due strumenti, il Vxx in particolare, sfruttando a proprio favore l’effetto contango, stando bene attenti a interrompere la strategia ogni qualvolta le cose si mettano male.

La possibilità di vendere tali strumenti presenta dei vantaggi e degli svantaggi. Lo svantaggio principale, sta nel fatto che anche con una leva pari a 1, un movimento avverso può comportare una perdita superiore al proprio investimento. Da come evidenziato dal grafico con le quotazioni a 60, il rialzo della volatilità ha portato l’etn ad oltre 120.

Dall’altro lato invece, la posizione short consente un minor tempo di recupero delle perdite. Infatti tutti i traders, hanno ben in mente la famosa tabella che mostra la performance in termini percentuali che è necessario fare per recuperare le perdite, così come mostrato di seguito

 

Supponiamo che un trader abbia venduto 100 etn sul Vxx al prezzo di 20$, se le quotazioni scendono a 10$, il trader consegue un profitto del 50% della propria posizione, a quel punto per incappare in una perdita il sottostante dovrà fare un 100% di incremento di valore per “mangiare” l’intero guadagno dell’investitore. Analogamente se il sottostante aumenta di valore del 50%, le quotazioni vanno a 30$, la perdita verrà interamente recuperata se il sottostante subisce un decremento del 33,3%. Risulta dunque evidente come una posizione short consenta un recupero delle perdite in minor tempo.