Continua la fase di “euforia” del nostro mercato che si accinge ad attaccare zona 20.000 punti. Una soglia psicologica molto importante che rivela un clima di fiducia tra gli operatori, nonostante la grave crisi del comparto bancario, con il caso Mps tra tutti e il downgrade dell’agenzia Dbrs che ha retrocesso il nostro rating da A a BBB. A quanto pare, anche la meno famosa agenzia canadese ha deciso per un peggioramento della nostra solvibilità, per diverse ragioni. A pesare sicuramente ci sono le enormi sofferenze bancarie e la forte incertezza politica, soprattutto dopo la vittoria del NO al referendum del 4 dicembre e le conseguenti dimissioni di Matteo Renzi da Presidente del Consiglio.

Situazione stabilmente positiva anche per la borsa americana che prosegue a “veleggiare” senza intoppi e guardinga circa la nuova amministrazione Trump in merito alle scelte di cambiamento preannunciate dal neo presidente.

Ad avvalorare ulteriormente il clima di fiducia degli operatori è l’indice Vix, il quale si trova su dei livelli molto bassi, attualmente 11,5 circa.

Diverse sono le possibilità che il trader può sfruttare a proprio favore, sia nelle fasi di alta, media e bassa volatilità.

Un modo meno diretto e di più facile applicazione, prevede l’impiego delle opzioni, in particolare sull’etf Spy o sul future mini S&P 500. A tal riguardo le soluzioni da poter adottare sono innumerevoli, si va da strategie direzionali quali vertical spread al semplice acquisto delle stesse, oppure da strutture classiche non direzionali come iron condor, calendar spread butterfly spread, o ancora più semplicemente combinare direttamente il sottostante con le opzioni ad esempio acquistando una put a protezione di una posizione long sull’etf Spy.

Nel precedente articolo, in merito al Vxx, si è osservato come lo stesso abbia la caratteristica di perdere valore nel tempo, per effetto del contango che caratterizza i contratti futures, nella fattispecie il future Vx, di cui il suddetto etf cerca di replicarne l’andamento. La fase opposta al contango si chiama backwardation e tale condizione si verifica quando i futures con scadenza più vicina costano di più di quelli con scadenza più lontana. Tale fenomeno si osserva molto spesso nel mercato delle materie prime, quando c’è molta richiesta di una determinata commodity il prezzo aumenta e la struttura a termine dei contratti futures assume una forma tale per cui le scadenze più prossime quotano di più di quelle più lontane, ciò è giustificato dal fatto che la domanda è talmente elevata che gli operatori sono disposti a pagare di più per garantirsi un determinato sottostante.

Analogamente anche per quello che riguarda il future Vx, il cui prezzo aumenta vertiginosamente durante i crolli dei mercati azionari, fungendo quindi da assicurazione per chi detiene posizioni in acquisto, la backwardation ha luogo quando a fronte di una situazione di panic selling, gli operatori sono disposti a pagare un prezzo più alto per poter “assicurare” i propri portafogli azionari. Di seguito la curva del future Vx nelle fasi di backwardation e di contango:

 

Storicamente si è osservato come nella maggior parte delle volte, oltre l’80%, la curva si trova in contango essendo considerata normale tale condizione.

Esistono numerosi etn sulla volatilità, creati appositamente per fungere da strumento di hedging o di speculazione, uno di questi che esibisce un rendimento di lungo periodo negativo, è il Vxz. Tale strumento, il cui nome per esteso è I Path Mid Term Futures Etn, è un etn il cui scopo è quello di replicare l’andamento del future Vx limitatamente alla quarta, quinta, sesta e settima scadenza del future. In altre parole il gestore del fondo procede quotidianamente a bilanciare le proprie posizioni in acquisto sui futures sul Vix limitatamente alle suddette scadenze, stesso ragionamento dicasi per il Vxx, però in questo caso si tengono in considerazione la prima e la seconda scadenza.

Anche il Vxz risente del contango sul future Vx, ma a differenza del Vxx tale effetto è meno accentuato in quanto le scadenze più lontane sono meno reattive di quelle più prossime. Di seguito i grafici del Vxx e del Vxz:

 

 

Il rendimento dei due strumenti tende ad esibire un andamento negativo sul lungo periodo, dunque come se ne può trarre vantaggio? Numerose sono le soluzioni, una fra tutte è la costruzione di uno spread tra i due. Infatti si può andare short (vendita) sul Vxx e long (acquisto) su Vxz e procedere ad estrarre contango, ovvero a prendere vantaggio dal fatto che “in media” il Vxx perderà sempre di più del Vxz garantendo un profitto nel lungo periodo. Tuttavia non è tutt’oro quel che luccica, infatti qualora i mercati dovessero venir giù bisognerà implementare delle tecniche che consentano di tirar via la strategia tempestivamente e salvaguardare il capitale, ad esempio “girandosi”, ovvero chiudere la posizione ed entrare long sul Vxx e short sul Vxz, nelle fasi in cui la volatilità comincia a salire in maniera significativa, oppure montare delle strategie in opzioni come un vertical spread con le call sul Vxx o semplicemente una call “secca” sul Vxx.