Trading di volatilità, meno noto tra i neofiti

Quando si parla di trading, subito si pensa ai classici strumenti su cui andare ad operare come le azioni del mercato italiano, oppure altri che offrono maggiore leva come il forex, il mercato dei futures o le opzioni.

Una tipologia di operatività che dà una incredibile potenzialità sia di gestione del rischio che di guadagno, è offerta dal trading di volatilità. Chiariamo subito il concetto di volatilità, essa può essere descritta come l’attitudine di un mercato ad avere delle oscillazioni nei prezzi, dunque un mercato volatile è un mercato che ha mostrato storicamente forti sali e scendi nelle quotazioni.

Quando si parla di volatilità per i traders più addentrati, subito viene in mente il Vix, ovvero l’indice della volatilità implicita del mercato americano dell’S&P 500. Esso rappresenta un po’ il polso dello stato d’animo degli operatori, poiché attraverso il Vix possiamo avere un’idea di quelle che sono le aspettative del mercato e nell’articolo “Volatilita e mercati azionari: Vix vs S&P 500” viene spiegato nel dettaglio il suo funzionamento.

L’argomento di oggi voleva fare una panoramica sui vari strumenti finanziari collegati a quest’indice, infatti come noto non è possibile tradare direttamente il Vix ma bisogna farlo tramite prodotti ad esso collegati. Il primo fra tutti è il future Vx

 

(fonte: Vixcentral.com)

Esso è un derivato che permette interessanti soluzioni di trading, soprattutto per i traders più esperti, che possono attuare le loro strategie speculative cercando di andare ad “estrarre contango”, ovvero sfruttare a proprio favore quella situazione in cui “in media” la differenza di prezzo della scadenza più vicina si allarghi con quella più lontana, come spiegato nell’articolo “Etf Vxx: una strategia sempre short, si ma… attenzione!

Come enunciato esistono numerosi strumenti accessibili direttamente sul mercato offerti dai brokers (primo su tutti Interactive Brokers), che danno la possibilità di poter beneficiare dei pregi dell’indice Vix. Si tratta di etf, ovvero etn, che presentano un alto grado di correlazione con l’indice, si negoziano come un’azione e a mio avviso sono molto interessanti grazie alla loro versatilità, un controvalore decisamente più “abbordabile” rispetto al future Vx, gli enormi volumi giornalieri che fanno sì che siano strumenti molto liquidi, e in alcuni casi sono anche opzionabili.

In questo breve passaggio mi limiterò a mostrarne alcuni.

Volatility trading: diversi strumenti presenti sul mercato

Il primo fra tutti è il Vxx, ovvero un etn strettamente correlato con l’indice Vix. Ha la caratteristica di perdere costantemente valore nel tempo per effetto del contango che caratterizza il future Vx. L’emittente è Barclays, l’obiettivo del gestore è quello di replicare l’andamento del Vix index e dato che lo stesso non è tradabile, deve per forza ricorrere al suo future Vx. Il fondo investe in un ipotetico portafoglio tale da mantenere una esposizione long media sul Vx future a 30 giorni. Dunque ogni giorno viene bilanciato il portafoglio che è composto da posizioni sul future sul Vix sulla prima scadenza e sulla seconda. In particolare all’avvicinarsi della prima scadenza liquiderà le posizioni sul future e acquisterà futures sulla seconda scadenza. In questo modo subisce l’effetto contango che gli fa avere un rendimento di lungo periodo fortemente negativo (attenzione però ai forti rialzi che può avere il Vxx quando il mercato crolla ovvero la volatilità aumenta in maniera vertiginosa, come mostrato dal seguente grafico).

 

Analogamente l’altro strumento meno conosciuto e meno liquido è il Vxz, l’emittente è sempre Barclays e parliamo anche in questo caso di un etn che investe nella stessa maniera del Vxx ma lo fa su scadenze più lontane, in particolare a 4,5,6 e 7 mesi. In questo modo i rialzi che ottiene sono molto più ridotti del Vxx, infatti anche lo strumento in questione tende a perdere valore nel tempo sempre per il “famigerato” effetto contango che affligge il future Vx, ma stavolta in maniera molto meno marcata.

 

 

Anche Vxz è molto interessante, ma sfortunatamente quest’ultimo non ha le opzioni.

Altri strumenti che si possono trovare sono Xiv e Ziv. In questo caso l’emittente è Credit Swisse e sono etn in qualche modo speculari ai due visti precedentemente, in quanto attraverso di essi si ha la possibilità di avere una esposizione short media a 30 sul Vx future nel caso di Xiv, dunque acquistandolo sono short sul Vx future, mentre Ziv assume una posizione short sul Vx future relativamente alle scadenze 4,5,6 e 7.

Attraverso Xiv e Ziv si può beneficiare del vantaggio di avere una posizione short sul Vx future (sempre usando rigide regole di money management e gestione del rischio), senza dover vendere allo scoperto il titolo e dunque evitare tutti quegli inconvenienti come prestito dei titoli, pagamento interessi per lo short e la possibilità, seppur remota essendo degli etn trattati sul mercato americano con una liquidità di milioni di contratti giornalieri scambiati, di avere dei problemi di disponibilità dei titoli con la vendita allo scoperto.