VolatilitàLa volatilità è un elemento fondamentale quando si parla di trading, infatti può essere considerata come la benzina per un’auto, o il vento che serve ad una barca a vela per poter navigare. Il parametro di riferimento che si tiene in considerazione, quando si parla di volatilità è il Vix, ovvero l’indice della volatilità implicita del mercato americano S&P 500, che rappresenta il motore che fa da traino ai mercati in generale.

Il tema in questione riguarda praticamente ogni tipologia di traders, dagli scalpers ai traders di posizione a chi opera in opzioni (soprattutto).

Come funziona il Vix esattamente?

Per prima cosa diciamo che questo rappresenta il polso del mercato, detto in altri termini l’indice Vix misura le aspettative da parte degli operatori circa il mercato S&P 500 in un determinato istante.
Il Vix Index ha una quotazione, la cui caratteristica principale è che non ha un trend definito: infatti è “mean reverting”, ovvero le quotazioni tendono ad oscillare sul lungo periodo, attorno ad un valore medio.

VIX index
(fonte Interactive Brokers)

Tale indice registra un aumento nella quotazione, in virtù di un aumento della volatilità e ciò accade normalmente quando si verificano dei ribassi nei prezzi nel mercato azionario. Infatti sul grafico vediamo che negli ultimi 5 anni si è verificato un importante spike nell’agosto del 2015, in cui l’indice ha superato i 50 punti.

Non è possibile tradare direttamente l’indice, ma si può fare attraverso i suoi strumenti correlati, quali il future Vx e gli etf/etn sulla volatilità.
Negli ultimi anni infatti, il proliferare dell’ingegneria finanziaria ha partorito numerosi strumenti che sono basati sulla volatilità. Il trading di volatilità, pratica piuttosto diffusa negli States, e ancora materia oscura ai più in Italia, offre ottimi spunti operativi. È possibile infatti trovare vari etf/etn su Interactive Brokers, il più conosciuto tra tutti è Vxx, ovvero un etn il cui scopo è quello di replicare l’andamento dell’indice Vix relativamente al breve termine; Vxz invece, replica il Vix nel medio periodo, poi troviamo, Uvxy, Tvix, Xiv, Ziv, Svxy, Xvz e molti altri ancora. Il comun denominatore è sempre lui, ovvero l’indice Vix.
Tali strumenti possono essere impiegati sia per fini speculativi, andando ad esempio ad implementare delle strategie volte, come si dice in gergo, ad estrarre contango, ovvero cercano di guadagnare grazie alla continua ed inesorabile perdita di valore che subiscono nel tempo, oppure per finalità di copertura, impiegando opzioni sul Vxx per proteggere un portafoglio di titoli azionari.

Vxx e Vxz sono degli etn emessi da Barclays. Etf ed etn hanno dei punti in comune, tuttavia presentano delle differenze sostanziali. Entrambi appartengono alla macro categoria degli etp, ovvero exchange traded product, si possono acquistare o vendere allo scoperto, alla stregua di un’azione, durante i normali orari di contrattazione previsti e si distinguono in tre categorie: etf, etc, etn. Lo scopo di questi strumenti, è quello di replicare l’andamento, ovvero la quotazione, di un determinato sottostante. Normalmente gli etc replicano attività sottostanti legate al mondo delle materie prime, gli etf invece concernono indici azionari, obbligazioni, valute. Taluni etf su indici azionari come Spy, Iwm, Dia, QQQ, pagano dei dividendi. Gli etn hanno come sottostante attività diverse dalle precedenti, generalmente sono legati al mondo della volatilità, ovvero sono correlati all’indice Vix.

La differenza sostanziale tra un etf e un etn, sta nel fatto che mentre il primo è un fondo che investe fisicamente sull’attività sottostante, il secondo no, ovvero può considerarsi come uno strumento di debito al pari di un’obbligazione, tuttavia non ha una scadenza e non paga cedole. Nel caso degli etf, c’è una separazione tra il patrimonio del gestore e il denaro dei sottoscrittori, dunque non esiste il rischio di credito per chi li acquista, ciò non accade negli etn, infatti l’emittente in questo caso non investe fisicamente sull’attività sottostante il denaro dei sottoscrittori e in capo a quest’ultimi c’è un rischio di credito, dovuto alla possibilità di fallimento dell’emittente. Gli etn hanno la particolarità di non avere un track error per quanto riguarda la replica del sottostante, cioè la quotazione tende ad essere praticamente identica a quella del benchmark di riferimento, mentre invece nel caso degli etf c’è un maggior scostamento.

Merita attenzione in questa sede focalizzarsi sul Vxx e sul Vxz. Il primo ha come obbiettivo quello di replicare l’index Vix relativamente al breve periodo. Per poter realizzare tale scopo, l’emittente andrà a comporre un ipotetico portafoglio di futures sul Vix ed effettuerà continui bilanciamenti per mantenere l’esposizione media long a 30 giorni. Il fatto di avere posizioni in acquisto sul breve periodo, fa sì che l’etn sia un ottimo strumento di copertura. È fortemente sconsigliato investire sul lungo periodo su uno strumento che in media perde tra il 4 e 5% al mese, infatti da come si può vedere dal grafico seguente, il trend è fortemente negativo:

Vxx trend

Un trend negativo caratterizzato da rialzi enormi in rare occasioni. Rialzi così forti sono giustificati dal fatto che essendo lo strumento correlato al Vix, quando si verificano crolli nelle quotazioni del mercato azionario, la quotazione sale in maniera vertiginosa. Ok, ma perché un trend così negativo? Il motivo è da cercare nell’andamento dei futures sul Vix, infatti come tutti i contratti futures, essi risentono dell’effetto contango, così come spiegato nell’articolo Il vix e i suoi figli, ciò fa si che le quotazioni del Vxx perdano inesorabilmente valore nel tempo.

In maniera analoga anche il Vxz ha un comportamento del tutto similare, solo che in questo caso la volatilità incide di meno, in quanto l’etn replica l’andamento del Vix index relativamente al medio periodo. In particolare per perseguire tale finalità, viene creato un ipotetico portafoglio di futures sul Vix, che viene costantemente bilanciato, relativamente alla quarta, quinta, sesta e settima scadenza, in modo tale da mantenere un’esposizione long sul medio periodo.
Vxz trend

Anche in questo caso si possono scorgere sul grafico gli effetti del contango, il che implica un andamento molto negativo, ma molto più contenuti per via della scadenza più lontana.

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